Nel 2025 in Italia si muore di lavoro a 70 anni
Lunedì 8 settembre quattro persone sono morte mentre stavano lavorando. Potrebbe essere un giorno qualunque, purtroppo. Perché passano gli anni ma le statistiche in Italia riportano ancora un decesso sul lavoro ogni 6 ore.
Il primo è Yosif Abdel Malak Gamal, che avrebbe compiuto tra pochi giorni 69 anni. Lavorava a Torino per la Posting Service, un'azienda specializzata in articoli e supporti per l’ambito inserzionistico. Ieri mattina, poco dopo le 7,30, Yosif Gamal si trovava su un cesello a 12 metri di altezza mentre affliggeva un grosso manifesto pubblicitario sulla facciata di un palazzo. A un certo punto è caduto nel vuoto, morendo sul colpo.
La dinamica è ancora da chiarire, ma secondo gli investigatori, l'uomo non indossava l’imbragatura e non portava il casco di protezione. Un collega di 70 anni lo stava assistendo da terra. Ha visto la scena senza poter fare nulla e in seguito è stato trasportato in ospedale in stato di choc. Il giornale di Torino, La Stampa, riporta l’apertura di un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti in violazione delle norme antinfortunistiche. Al momento non risultano iscritti nel registro degli indagati. L’incidente è avvenuto in via Genova, zona Lingotto, vicino a dove nel dicembre di quattro anni fa tre operai morirono dopo essere precipitati al suolo da 40 metri di altezza per via del crollo di una gru.
Quella di Gamal è la prima morte di questo lunedì. Nelle stesse ore a Riposto, in provincia di Catania, Salvatore Sorbello, 53 anni, precipitava da un’impalcatura posizionata a una altezza di otto metri. Non c’è stato niente da fare neanche per lui. Poco prima delle 11 a Monza, la terza morte: un lavoratore di 48 anni è stato schiacciato da un macchinario in un’azienda di valvole industriali. Infine a Roma, con la stessa dinamica, l’operaio Daniele Cucchiaro, 47 anni, è deceduto sulla banchina del Tevere, all'altezza di piazza Trilussa. Sarebbe stato schiacciato da un muletto.
Dall’inizio dell’anno al 31 luglio sono morti 873 lavoratori. Ma l’INAIL, l’ente preposto che gestisce e conteggia gli infortuni, ne segna 607. Questo conteggio infatti non tiene conto delle persone non coperte da assicurazione o assicurate da enti diversi. Per questo dal 2008 l’ex metalmeccanico Carlo Soricelli tiene traccia anche di loro nell’Osservatorio indipendente di Bologna, che tra poco toccherà quota mille morti.
Tutti i lavoratori hanno uguale dignità, ma certamente colpisce il dato anagrafico dei due colleghi di Torino: due anziani che al posto di godersi la pensione sono ancora costretti a lavorare nonostante l’età, in un settore usurante e ad alto rischio. Succede anche questo nell’Italia del 2025.