Fratoianni e Bonelli presentano la legge “Sblocca-Stipendi”: «Salari fermi da 30 anni, serve una nuova scala mobile»
«In Italia esiste, tra le tante, un'emergenza più grave di altre che si chiama “stipendi”» ha dichiarato il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, illustrando la proposta di legge “Sblocca-Stipendi” alla Camera. «Tutto è aumentato enormemente: il costo delle bollette, dei beni di prima necessità come pane e pasta – l'unica cosa che non si è mossa sono i salari. Fermi al palo da 30 anni».
Fra il 1990 e 2020 infatti, come hanno più volte ribadito Ocse e Eurostat, il nostro è stato l'unico Paese della zona euro a perdere il 2,9% del potere d'acquisto, mentre negli altri è cresciuto in media del 22. «Significa perdere oltre 110€ di stipendio al mese ogni 1.000» aggiunge Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi-Sinistra. «Cinque milioni di persone non possono vivere dignitosamente, riscaldare la casa, mettere in tavola un pasto proteico ogni tre giorni, affrontare spese impreviste, persino avere una connessione Internet».
E così i due partiti avanzano la proposta di tornare alla scala mobile – l'allineamento automatico dei salari all'indice dei prezzi – definitivamente abolita nel 1992 a causa del debito pubblico: cresce l'inflazione? Allora devono crescere anche gli stipendi. «Cara Giorgia, noi ti sfidiamo perché vogliamo che i salari di 24 milioni italiani non subiscano più la rapina dell’inflazione. Restituire loro ciò che gli è stato tolto» conclude Bonelli.
«Il settore assicurativo, bancario ed energetico hanno incassato 140 miliardi di extra-profitti, è inaccettabile. Se il nostro appello non verrà accolto, la “Sblocca-Stipendi” diventerà l'elemento fondamentale nella costruzione dell'alleanza per battere le destre». La misura costerebbe 2 miliardi l'anno, da recuperare aumentando l’imposta sostitutiva sui redditi di natura finanziaria.