A Forlì i lavoratori scioperano per 17 giorni e bloccano i licenziamenti
Si è conclusa con un accordo firmato in Prefettura la vertenza della Sofalegname di Forlì. I posti di lavoro sono salvi: sono serviti 17 lunghi giorni di sciopero e picchetti per ottenere «una straordinaria vittoria degli operai e del sindacato», fanno sapere da SUDD Cobas. Lo stabilimento di via Gramadora, a Forlì, riaprirà i battenti. È stato infatti rinnovato il contratto di comodato d’uso tra il Gruppo8 e l’azienda, che consentirà la ripresa immediata delle attività produttive nei locali che, fino a pochi giorni fa, sembravano destinati allo smantellamento.
La riapertura segna anche uno stop alla temuta delocalizzazione. Altro punto cardine dell’accordo è il blocco dei licenziamenti per i prossimi sei mesi. Una misura di tutela fondamentale, che sarà accompagnata dall’attivazione di un contratto di solidarietà. Le lavorazioni attualmente affidate a Sofalegname - dalla realizzazione dei fusti alla lavorazione delle gomme - proseguiranno senza interruzioni, mantenendo inalterato il perimetro operativo. Qualora in futuro si rendesse necessario un trasferimento di sito produttivo, questo dovrà comunque avvenire all’interno della provincia di Forlì. Infine, l’azienda ha annunciato un impegno concreto per il risanamento della propria posizione contributiva e fiscale.
«Dopo 17 giorni di sciopero, aggressioni della Polizia a lavoratori e sindacaliste, proteste e appelli di associazioni e partiti, la giustizia è finalmente arrivata», si legge sulla pagina di Sinistra Italiana Forlì. I lavoratori erano in picchetto da più di due settimane, durante le quali non sono mancati momenti di tensione: la Polizia in più occasioni è intervenuta per sgomberare il presidio.
«Fino a ieri eravamo accusati di irresponsabilità per non aver accettato un accordo che prevedeva unicamente l’attivazione degli ammortizzatori sociali, sancendo di fatto la chiusura dello stabilimento di via Gramadora. Da più parti veniva definito “il miglior risultato possibile”, ma per noi sarebbe stato solo un prolungamento dell’agonia», concludono dal sindacato SUDD Cobas, attivo in vertenze e mobilitazioni in tutta Italia - come quelle del distretto di Prato, già raccontate su VD.