Lo scorso weekend oltre cento lavoratori del Macrolotto, nella zona industriale di Prato, hanno ottenuto la regolarizzazione del contratto nazionale grazie a un accordo firmato con 24 aziende del distretto tessile.
Il risultato arriva dopo 28 scioperi per un totale di 72 ore. SUDD cobas, il sindacato autonomo che da sette anni è attivo nella zona, ha ottenuto anche clausole migliorative, tra cui bonus e rimborso totale per la malattia. Le aziende coinvolte operano nella filiera del pronto moda, tra stirerie, confezioni e stamperie.
Secondo i sindacalisti, si è trattato di un «giorno storico». «È stato fatto quello che i sindacati negli ultimi quarant’anni si sono rifiutati di fare: mobilitare chi ha diritti per chi non ce li ha», si legge sul profilo social di SUDD COBAS.
Dopo lo “strike day” di sabato e il “Macroblocco day” di domenica, lunedì i lavoratori sono scesi in strada spontaneamente per chiedere «rispetto, diritti e dignità», coinvolgendo decine di altre ditte in nuovi accordi. «Scioperiamo di domenica e nelle feste perché qui si lavora anche in queste occasioni, 12 ore come tutti gli altri giorni», ha spiegato Sarah Caudiero, tra le rappresentanti del sindacato.
Il tribunale di Prato ha dato ragione ai lavoratori – nella maggior parte dei casi pachistani – in diverse cause e la procura ha indagato su aggressioni ai sindacalisti. Secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino, la prossima sfida potrebbe essere quella di sindacalizzare anche operai di nazionalità cinese, dato che SUDD Cobas rivendica da tempo che «non si tratta di una questione di nazionalità ed etnie, ma solo di padroni sfruttatori e operai sfruttati».
«Il distretto industriale a più alto tasso di sfruttamento in Italia sta diventando un grande laboratorio di un nuovo modo di fare sindacato basato sul protagonismo degli sfruttati e sulla costruzione di comunità solidali».