Mélenchon alla Gkn: «Una lotta magnifica, molto italiana. Continuiamo a sostenere gli operai»
Jean-Luc Mélenchon, politico francese e fondatore del partito di sinistra La France Insoumise, è stato sabato a Campi Bisenzio, a Firenze, per incontrare i lavoratori e le lavoratrici dell’ex Gkn, oggi simbolo di una resistenza operaia spesso ignorata dalla politica italiana.
«Ci sono mille ragioni per lasciare la lotta, perché è così difficile. Lo comprendo. Ma noi non possiamo che ammirarla e continuare a sostenerla», ha detto. «Quella del collettivo di fabbrica Gkn è una storia di resistenza, se vogliamo anche molto italiana. Avete la manifattura, avete le idee, l'orgoglio sociale. Un capitalista pensa: “che cosa mi frutta da tutto questo?”. Un essere umano pensa che sia meglio produrre pannelli fotovoltaici invece che armi».
Il presidio del Collettivo Fabbrica Gkn è nato nel 2021, dopo che i circa 500 lavoratori furono licenziati con una mail, senza alcun preavviso.
Da quel momento, la fabbrica è occupata e i sindacati confederali riuniti in assemblea permanente. Nel frattempo i lavoratori, rimasti senza stipendio per mesi, hanno elaborato un piano industriale attento all’ambiente e ai diritti, per riconvertire la fabbrica alla produzione di pannelli solari e biciclette cargo elettriche, molto diffuse nel nord Europa, attraverso un’iniziativa di azionariato popolare. Una proposta di reindustrializzazione dal basso che potrebbe fare scuola anche oltre i confini nazionali.
«[Qua] c’è ancora la volontà di un gruppo di lottare, di continuare a farlo anche se soffrono, se sono senza stipendio da tanti mesi. Trovo tutto questo magnifico e anche molto italiano. Se poi guardiamo in generale, scopriamo che ovunque siano state create cooperative nei settori produttivi di punta hanno avuto successo», ha aggiunto Mélenchon.
«Funzionano, dato che gli operai sono altamente qualificati, non sono presi dalla strada dicendo loro di pigiare semplicemente un bottone. Il saper fare è una proprietà collettiva».
E parlando della situazione politica in Italia ha concluso con un messaggio chiaro: «Avete la scheda elettorale, usatela. Altrimenti non vi resta altro che mangiarvi le mani».