Mattarella: «In Italia i salari sono insufficienti». Il Presidente lancia l'allarme su giovani e disuguaglianze
Per la visita organizzata in vista del Primo maggio nell'azienda BSP Pharmaceuticals di Latina, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di lavoro e salari bassi. Anche se occupazione e produttività crescono, i salari sono inferiori a quelli del 2008. «Sappiamo tutti come le questioni salariali siano fondamentali per la riduzione delle disuguaglianze, per un equo godimento dei frutti offerti dall'innovazione, dal progresso», ha detto. «Tante famiglie non reggono l'aumento del costo della vita. Salari insufficienti sono una grande questione per l'Italia». E incidono anche sul calo demografico perché «i giovani incontrano difficoltà a progettare con solidità il proprio futuro». «Resta, inoltre, alto il numero di giovani, con preparazione anche di alta qualificazione, spinti all’emigrazione. Questi fenomeni impoveriscono il nostro capitale umano».
«I salari in Italia sono insufficienti», l'intervento di Mattarella per la Festa dei Lavoratori
Mattarella ha parlato anche delle condizioni di lavoro delle persone migranti. «Il trattamento dei migranti – con salari che risultano inferiori di un quarto rispetto a quelli dei connazionali – se non con fenomeni scandalosi come il caporalato, va contrastato con fermezza. Il carattere della nostra società è a misura della dignità della persona che lavora, anche per rispettare l’articolo 36 della nostra Costituzione», ha spiegato. A proposito dei morti sul lavoro, Mattarella è intervenuto dicendo che: «Il lavoro è alla base della Costituzione italiana ed è progresso, non può essere morte». «Quella delle morti sul lavoro è una piaga che non accenna ad arrestarsi e che, nel nostro Paese ha già mietuto, in questi primi mesi, centinaia di vite, con altrettante famiglie consegnate alla disperazione. Non sono tollerabili né indifferenza né rassegnazione», ha detto. «È evidente che l'impegno per la sicurezza nel lavoro richiede di essere rafforzato».
il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato anche di lavoro e aree interne. Il tema del territorio è per il Presidente «Un grande valore per l'economia italiana e per la coesione della nostra società». «La variabile territoriale incide direttamente sul lavoro. La carenza dei servizi nelle aree interne favorisce lo spopolamento e con esso il venir meno delle opportunità di utilizzo delle risorse e dei saperi di quelle aree» ha detto. «Occorre porre argine a queste dinamiche per non rischiare di provocare vuoti e fratture nel corpo unitario prezioso del nostro Paese». Secondo l’ultima indagine INAPP, L'occupazione è più diffusa nelle città di medie e grandi dimensioni, con una significativa presenza di occupati nelle città con una popolazione superiore a 30.000 abitanti. In particolare, i giovani tra i 18-29 anni con salari bassi rappresentano la categoria in assoluto più svantaggiata nelle regioni del Sud e Isole delle Aree Interne (57,5%).
Sul tema del lavoro è intervenuta anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. «Meloni sembra occuparsi di tutto tranne che dei veri problemi del Paese, mentre Mattarella si dimostra come sempre in sintonia con le preoccupazioni degli italiani», ha detto. «Bisogna approvare subito il salario minimo, che è una vergogna la maggioranza abbia bloccato su un binario morto, e rinnovare i contratti nazionali scaduti per 5 milioni di lavoratori». Nel frattempo, la premier Giorgia Meloni ha annunciato di voler approvare un provvedimento sul lavoro in occasione del Primo Maggio, dopo quello del 2023, che ha abolito il Reddito di cittadinanza. In particolare, il governo starebbe preparando non un provvedimento specifico ma una dotazione economica da stanziare in favore della sicurezza sul lavoro. «Stiamo lavorando a qualcosa di estremamente importante per i lavoratori, cioè la loro sicurezza», ha anticipato la premier in un'intervista al Corriere della Sera.