Se odi il tuo lavoro la colpa è anche del tuo capo incompetente
Non è una novità che l’Italia sia il Paese europeo in cui gli stipendi crescono di meno. Il nostro mercato del lavoro è poco attrattivo, perciò migliaia di giovani ogni anno decidono di puntare su una carriera all’estero, in cerca di retribuzioni più degne e un migliore equilibrio vita lavoro.
Insomma, non siamo soddisfatti del posto di lavoro. Ma la colpa non è solo degli stipendi bassi, c’è anche di più, come emerge dall’European workforce study 2025 di Great place to work. L’indagine si basa su 25mila risposte di dipendenti che lavorano in 19 Paesi europei. Alla domanda «cercherai un nuovo lavoro quest’anno?» il 40% degli italiani ha risposto sì, che vorrebbe cambiare, mentre un ulteriore 21% ci sta pensando. Si tratta del dato peggiore tra quelli raccolti. Per fare qualche esempio: la Germania si ferma al 23%, la Spagna al 30% e la Norvegia al 25%. Non stupisce la corsa alle candidature nella penisola. Anche perché a motivare l’insoddisfazione c’è anche la sfiducia nei confronti dei superiori. Un fenomeno trasversale, ma che in Italia raccoglie le percentuali più elevate. Gli italiani sono i lavoratori che stimano di meno i propri manager: solo il 44% dei dipendenti “premia” il lavoro dei superiori, rispetto a una media europea del 55%. Il calcolo tiene conto della credibilità della leadership, ma anche se i dipendenti si sentono rispettati e trattati in modo equo.
L’Italia è anche il Paese in cui è maggiore il disallineamento tra la percezione dei capi e quella dei dipendenti: i leader sovrastimano le loro capacità di ascoltare e creare un rapporto di fiducia con gli impiegati. Più il gap di prossimità è basso, migliore è l’intesa tra capi e dipendenti. L’Italia registra appunto il livello più alto (1,6), e il Belgio – non a caso – quello più basso (1,1). Il report spiega che «il Belgio ha una forte tradizione di dialogo sul posto di lavoro e, anche quando sorgono problemi, questi vengono riconosciuti e vissuti a tutti i livelli». Non ci sentiremmo di dire lo stesso per gli uffici italiani. Ed è un problema, perché colmando il divario di prossimità aumenta la fidelizzazione e la soddisfazione dei dipendenti (e dei clienti). Al Corriere della Sera il Presidente di Great place to work Italia, Beniamino Bedusa, conferma che «in Italia c’è un problema di leadership più grave che nel resto dell’UE». Secondo Bedusa, la colpa non sarebbe da attribuire alla mancanza di preparazione dei manager, quanto al rapporto con i dipendenti che «non funziona, non sanno valorizzarli». «Gli imprenditori – conclude – non hanno capito che devono prendersi cura dei collaboratori, evitare di controllarli di continuo, dare loro fiducia e far capire come si raggiungono gli obiettivi».