L'Italia ha i salari più bassi tra i Paesi del G20
Da mesi il governo Meloni racconta la favola di un'Italia in grande ripresa, di un Paese che ha «più occupati che ai tempi di Garibaldi» e di un mercato del lavoro in continua espansione. Ma i dati reali raccontano un’altra storia, molto meno trionfale. Il recente rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha inchiodato il nostro Paese all’ultimo posto del G20 per quanto riguarda i salari reali. Peggio di noi, nessuno.
Dal 2008 a oggi, gli stipendi italiani hanno subito un crollo dell’8,7% in termini di potere d’acquisto. Una perdita senza precedenti tra le economie avanzate: in Giappone il calo è stato del 6,3%, in Spagna del 4,5%, nel Regno Unito del 2,5%. E mentre in Corea del Sud i salari sono aumentati del 20%, in Italia siamo rimasti indietro.
Nonostante il miglioramento registrato nel 2024, quando per la prima volta le retribuzioni sono cresciute più dell’inflazione, la situazione complessiva resta critica. Infatti, gli anni passati sono stati caratterizzati da un significativo disallineamento tra gli stipendi e il costo della vita, incidendo negativamente sul quadro generale. Nello specifico, i salari reali in Italia nel 2024 hanno registrato un incremento del 2,3%, dopo le pesanti contrazioni del 2022 (-3,3%) e del 2023 (-3,2%) dovute alla forte impennata inflazionistica.
Un altro aspetto critico è la differenza salariale tra lavoratori migranti e non. Secondo il rapporto dell’Ilo, i lavoratori stranieri in Italia percepiscono mediamente il 26,3% in meno rispetto a quelli italiani, evidenziando una marcata disuguaglianza nelle opportunità e nelle condizioni lavorative.
Le politiche economiche del governo non sono riuscite a invertire la rotta, e il tanto sbandierato boom occupazionale (che, ricordiamo, è iniziato dalla seconda metà del 2021, quindi ben prima dell’attuale governo) non si traduce in un reale miglioramento delle condizioni di vita per milioni di lavoratori. Gli italiani guadagnano sempre meno, mentre Meloni continua a vendere una ripresa che, numeri alla mano, esiste soltanto sulla carta.