È morto il “fondatore” della techno. E con lui la rivoluzione
L’agenzia Greensmith Artists ha confermato la morte del dj e produttore Juan Atkins, 64 anni, considerato uno dei pionieri della musica techno. Il corpo del cofondatore dei Cybotron e creatore del progetto Model 500 è stato trovato privo di sensi in una camera d’albergo a Città del Messico, dove avrebbe dovuto esibirsi lo scorso sabato. Non sono stati forniti dettagli sulle cause del decesso, e non si sa se è legata al diabete di cui soffriva da anni.
Atkins è nato a Detroit nel 1962 e cresciuto nella vicina Belleville, in Michigan. Fu tra i protagonisti della nascita della techno di Detroit: un suono che mescolava il funk afroamericano, le influenze della house di Chicago e le sonorità elettroniche e futuristiche di gruppi come i Kraftwerk. «Ho seguito un corso di studi sul futuro, incentrato sulla transizione da una società industriale a una società tecnologica e ho messo quei principi nella mia musica”, disse Atkins in un’intervista al Guardian nel 2024.
Detroit era stata per decenni il centro della produzione automobilistica statunitense. Le fabbriche avevano portato ricchezza anche alla comunità afroamericana, un caso raro per gli Stati Uniti del secondo dopoguerra. Ma le disuguaglianze razziali restavano profonde. Negli anni ‘80 l’industria era poi entrata in recessione. E mentre si ampliavano le disuguaglianze, Atkins rispose con un suono che aveva l’ambizione di elevare l’aggregazione del ballo a rivendicazione collettiva.
Sempre al Guardian, sollecitato sull’influenza politica che la techno ha avuto nei decenni successivi, rispose che no, «non necessariamente» la techno deve essere intesa in senso prettamente politico. Ma ha un ruolo sociale definito: «I miei testi dovrebbero farti pensare a qualcosa di diverso dal ballare e innamorarsi. Credo che gli artisti abbiano l'obbligo di dire qualcosa di significativo». Nel brano “Industrial Lies” del 1983, i Cybotron parlavano degli Stati Uniti di Ronald Reagan come un luogo in cui «l'avidità è un bene». «Comprate il missile, comprate il laser, comprate il carro armato». E ancora, «sfrattate la vedova, mettete i soldi in banca». Parole che sembrano provenire dalla cronaca di queste settimane.