Perché domenica scorsa tanti hanno preferito la tv a Netflix?
Domenica 27 settembre su Canale 5 è andato in onda “Il mio nome è Carlo”, film di Giacomo Campiotti che racconta la storia del 15enne Carlo Acutis, morto nel 2006 a seguito di una leucemia. L’adolescente, cattolico e impegnato nell’evangelizzazione attraverso il web, è stato proclamato santo da Papa Leone XIV un anno fa. La visione ha fatto il record di ascolti: con quasi 4 milioni e 300mila spettatori e il 29,6% di share ha superato tutte le altre reti.
La spinta è arrivata, come accade solo raramente, dai più giovani. Il 37% dei 15-24enni sintonizzati alla tv hanno visto il film, addirittura il 41% fra i bambini. Percentuali simili a quelle di una partita della Nazionale maschile di calcio. In molti si stanno domandando da dove arrivi questo successo. Da anni la televisione cerca di attirare il pubblico Millennials e GenZ con scarsi risultati. Che l’obiettivo venga raggiunto con una storia religiosa è una novità, probabilmente irripetibile.
Il film è solo un pezzo di qualcosa di più grande. Il successo di Acutis tra le nuove generazioni infatti è ampio, internazionale e documentato da anni. Deriva dalla familiarità della giovane età in cui è morto, a cui si aggiunge l’interesse per internet e le nuove forme di comunicazione. Tutti aspetti che proiettano il santo in una dimensione moderna e accessibile. Per un/una adolescente è più semplice immedesimarsi in un santo con una vita ordinaria, un 15enne di nome Carlo che mentre cresce arriva nel momento in cui ci si inizia a fare le grandi domande sull’esistenza.
Per la Chiesa è sicuramente utile l’interesse che si è creato attorno ad Acutis, permette di svecchiare l’istituzione agli occhi dei giovani. Non mancano le critiche da parte di chi giudica la santificazione di Acutis alla stregua di un’operazione di marketing religioso. Ma questo non nega che l’interesse delle nuove generazioni verso Acutis sia autentico. Non si tratta (solo) di religione: le sue domande sono quelle di un giovane con gli altri, come tutti in cerca di risposte.