Il tour degli Oasis ci ricorda che la musica dal vivo diventata un lusso
Quanto è diventato difficile permettersi la musica dal vivo? Il ritorno degli Oasis in Italia offre un punto di partenza per una domanda che va oltre il caso della band britannica. Per le due date previste a Roma nell'estate 2027, infatti, il prezzo dei biglietti parte da 92,29 euro per alcuni posti a sedere, mentre il prato arriva a 221,49 euro. Le categorie più costose salgono ulteriormente, fino a oltre 270 euro, mentre alcuni pacchetti VIP superano i 650 euro. (Ticketmaster) E non è soltanto una questione di prezzo. Per provare ad acquistare i biglietti è necessario prima registrarsi sulla piattaforma ufficiale del tour, indicare le proprie preferenze e attendere l'eventuale assegnazione di un codice che permette di accedere alla vendita. Un sistema pensato dagli organizzatori anche per contrastare il fenomeno del secondary ticketing e rendere più ordinato l'accesso alla vendita.
Il caso Oasis ha riacceso così una discussione più ampia: chi può permettersi oggi di assistere a un concerto? Secondo un'analisi citata dall'economista Alan Krueger, tra il 1981 e il 2012 il prezzo medio dei biglietti per i concerti negli Stati Uniti è aumentato di quasi il 400%, a fronte di un aumento generale dei prezzi molto più contenuto nello stesso periodo. Nel frattempo il mercato globale della musica dal vivo ha raggiunto dimensioni senza precedenti. Nel 2023 i 100 tour con i maggiori incassi al mondo hanno generato complessivamente 9,2 miliardi di dollari, il 65% in più rispetto al 2019. (Pollstar)
La crescita del settore ha portato con sé produzioni sempre più grandi, stadi pieni, scenografie spettacolari e artisti capaci di concentrare decine di migliaia di persone in una singola serata. Ma per il pubblico significa anche sostenere costi sempre più elevati. A questi si aggiungono le spese che non compaiono necessariamente nel prezzo del biglietto: commissioni, trasporti, eventuali pernottamenti, cibo e merchandising. Per chi ha un reddito basso o vive lontano dalle grandi città, il costo complessivo di una serata può diventare molto più alto del solo ticket.
Il riferimento agli Oasis è particolarmente significativo proprio per la storia della band. Negli anni Novanta il gruppo di Manchester è diventato uno dei simboli della cultura popolare britannica, associato anche all'immaginario della working class. Oggi, a distanza di oltre trent'anni, assistere alla loro reunion richiede invece una disponibilità economica che non è alla portata di tutti. Il punto, però, non è stabilire se il prezzo di un biglietto degli Oasis sia “giusto” o “sbagliato”. Gli artisti internazionali sostengono costi enormi per organizzare tour negli stadi e il prezzo finale riflette una filiera complessa.
La questione è più ampia: la crescita del mercato della musica dal vivo sta creando una distanza tra chi produce e vende gli spettacoli e una parte del pubblico che vorrebbe continuare a parteciparvi. Per una generazione che deve già fare i conti con affitti, salari e costo della vita, spendere 100, 200 o 300 euro per una singola serata può significare rinunciare ad altre spese o, più semplicemente, scegliere di non andare. La musica dal vivo è diventata uno dei grandi eventi dell'industria dell'intrattenimento. Ma resta una domanda aperta: se assistere a un concerto diventa sempre più costoso, chi rischia di rimanere fuori?