Se "Adolescence" vi aveva sconvolto, "Tip Toe" vi rovinerà il weekend
di Luca Fontò«Viviamo in una Gran Bretagna in cui alcune persone, persino certi politici, parlano con disinvoltura di dare fuoco agli hotel che ospitano i migranti. Quando una donna viene arrestata per aver incitato la folla a fare una cosa simile, diventa un'eroina popolare. Ecco, siamo su una strada che porta al terrore».
Con queste parole lo sceneggiatore e produttore Russel T. Davies – una colonna portante della TV britannica, uno che ha inventato “Queer as folk” e re-inventato “Doctor Who”, per intenderci) ha presentato a Channel 4 la sua nuova miniserie, “Tip Toe”: cinque episodi (da noi disponibili su HBO Max) in cui gli altrettanto leggendari Alan Cumming e David Morrissey interpretano due vicini di casa nei sobborghi di Manchester.
Il primo è omosessuale, dichiaratamente positivo all'HIV e proprietario di un locale LGBT+ friendly a Canal Street; il secondo è dichiaratamente di Destra, non ha mai creduto all'esistenza del Covid e si costringe a un matrimonio infelice pur di mantenere la “famiglia tradizionale”. Uno dei suoi figli innescherà una tragica catena di eventi, il cui esito ci viene mostrato già dalla prima scena della prima puntata.
Sebbene non si basi su una specifica vicenda realmente accaduta (ma a chi vedrà l'ultimo episodio potrà venire il dubbio), Davies ha spiegato che molto è ispirato a eventi capitati a lui e ai suoi amici gay; «se questa rabbia», ha raccontato all'Huffington Post, «se questa violenza arriva a toccare la mia vita e me, che sono in una posizione di grande privilegio e benessere, per chi non gode di tali vantaggi la situazione deve essere terribile».
La componente politica non è certo una novità nel suo lavoro: pure la miniserie precedente, “It's a sin” (su Prime Video, e diretta sempre da Peter Hoar), raccontava la crisi dell'AIDS nella Londra degli anni Ottanta e la propaganda di alcuni membri della stessa comunità omosessuale, sostenuta dalla classe dirigente. Uscì nel 2021, e le involontarie similitudini con la pandemia di Coronavirus erano inquietanti.