«Pur di tornare sul set avrei girato anche una pubblicità di cibo per gatti» ha dichiarato Armie Hammer all'Hollywood Reporter, raccontando di questi ultimi cinque anni passati nella blacklist di Hollywood – dopo le accuse di molestie che gli erano state indirizzate e, poi, delle presunte chat in cui raccontava alcune fantasie erotiche, tra cui il cannibalismo. Nel giugno del 2023, dopo oltre due anni di indagini, la procura di Los Angeles ha chiuso il caso per mancanza di prove sufficienti – ma il film per cui l'attore californiano oggi rilascia l'intervista è comunque stato girato in Croazia, e da un regista tedesco.

Il regista si chiama Uwe Boll, e i Razzie Award l'hanno definito «la risposta tedesca a Ed Wood», consegnandogli il premio come peggior cineasta per ben tre titoli; il film invece si chiama “Citizen vigilante”, e racconta la storia di un ex ufficiale dell'esercito che organizza ronde (in totale autonomia) contro i micro-criminali, impedisce la costruzione di un centro per migranti e riscuote successo sui social. Lo scorso maggio, l'autorità tedesca che regola le uscite cinematografiche, la FSK, aveva bloccato la distribuzione del film perché «promuove la giustizia privata» e «offre una rappresentazione distorta e diffamatoria delle persone migranti»; Uwe Boll, in risposta, aveva detto a una testata conservatrice che “Citizen Vigilante” invece è «l'unico film che affronta in modo critico i crimini commessi dagli immigrati».

Il dibattito si è poi spostato negli Stati Uniti, dove il titolo è approdato su Prime prima che Elon Musk lo rendesse disponibile, per un paio di giorni, sul suo account X; «“Citizen vigilante 2” sarà ancora meglio» aveva scritto a margine. In Italia, una pagina potenzialmente vicina a Musk – Welcome to Favelas – si è accodata alla promozione del film annunciando una proiezione gratuita a Roma. Ha scritto bene il magazine Slate: il film di Boll è sì controverso e disturbante, ma è anche «molto furbo», scritto al solo scopo di intercettare «lo spirito del tempo degli estremisti di destra che frequentano X e che si dedicano ossessivamente al tema dell’immigrazione».