“Diaz” torna al cinema per ricordarci di “non pulire questo sangue”
Dal 15 al 17 giugno “Diaz - Don't Clean Up This Blood” tornerà in 51 sale italiane per tre giorni, nell'ambito di un evento speciale organizzato da Fandango. Il ritorno del film di Daniele Vicari arriva a poche settimane dal venticinquesimo anniversario del G8 di Genova. In alcune sale sono inoltre previsti incontri e dibattiti con la partecipazione del regista.
Uscito nel 2012, “Diaz” ricostruisce l'irruzione delle forze dell'ordine nella scuola Diaz-Pertini, dove nella notte del 21 luglio 2001 dormivano decine di manifestanti, giornalisti e attivisti arrivati a Genova in occasione delle proteste contro il vertice dei grandi della Terra. Presentato come una semplice operazione di polizia, l’intervento si trasformò in quello che il vicequestore Michelangelo Fournier definì un pestaggio da «macelleria messicana», una delle pagine più controverse della storia repubblicana recente e uno dei più gravi episodi di violazione dei diritti umani avvenuti in Italia nel dopoguerra.
Nel cast figurano, tra gli altri, Claudio Santamaria, Elio Germano e Jennifer Ulrich. Il film vinse il Premio del pubblico alla Berlinale, quattro David di Donatello e tre Nastri d'Argento. Ma soprattutto contribuì a riportare all'attenzione del grande pubblico fatti che, a oltre dieci anni dal G8, continuavano a dividere il Paese. Nel frattempo molte delle vicende raccontate nel film hanno trovato un riconoscimento anche sul piano giudiziario. Nel 2015 la Corte europea dei diritti dell'uomo, pronunciandosi sul caso Cestaro, definì come tortura i maltrattamenti subiti durante l'irruzione alla Diaz, sottolineando anche l'inadeguatezza della legislazione italiana dell'epoca nel perseguire efficacemente reati di questo tipo.
Il ritorno in sala del film assume oggi un significato diverso rispetto al 2012: è uno strumento per raccontare a una generazione che nel 2001 non era ancora nata cosa accadde durante quei giorni di luglio a Genova. A venticinque anni dal G8, molte delle questioni emerse allora – il rapporto tra sicurezza e diritto di protesta, l'uso della forza da parte dello Stato, la gestione dell'ordine pubblico durante le manifestazioni – continuano infatti a essere oggetto di dibattito.