Già le vittorie inattese di Sean Penn (miglior attore di supporto in “Una battaglia dopo l’altra”) e soprattutto Wunmi Musako (attrice di supporto ne “I peccatori”) stavano ribaltando i pronostici di questi 79esimi BAFTA – i British Academy Film & Television Awards, i riconoscimenti dell’industria britannica dell’audiovisivo.

Poi Kerry Washington ha presentato il premio per il miglior attore protagonista, dove il Timothée Chalamet di “Marty Supreme” era super favorito, ed è venuta giù la Royal Festival Hall; non Leonardo DiCaprio, non Michael B. Jordan, non Ethan Hawke, non Jesse Plemons: ha vinto il meno noto Robert Aramayo, 33 anni, che in realtà è già passato dal cast de “Il trono di spade” e “Gli anelli del potere”.

Protagonista del piccolo film “I swear” (ancora inedito in Italia), Aramayo interpreta lo scozzese John Davidson, ambasciatore e divulgatore sulla sindrome di Tourette, protagonista anche di alcuni documentari della BBC. Nato nel 1971, a 16 anni Davidson lasciò la scuola perché né gli insegnanti né i genitori sapevano gestire i suoi tic, la coprolalia e i movimenti improvvisi e violenti. Iniziò a lavorare – non senza difficoltà – e solo dopo arrivò la prima diagnosi. Nel frattempo si era trasferito da un compagno di classe, la cui madre – malata oncologica – segnerà il punto di svolta nel trattamento della sindrome.

Domenica sera, Davidson era presente alla cerimonia dei BAFTA – ma ha deciso di lasciare il teatro durante la seconda metà della premiazione, dopo aver (involontariamente) gridato «nigger» in un paio di occasioni: il presentatore Alan Cumming si è scusato per il linguaggio ma ha ringraziato il pubblico per la comprensione della Tourette.

La sconfitta di Chalamet (e della sua massiccia campagna promozionale) fa uscire “Marty Supreme” a mani vuote dalla serata, nonostante le 11 nomination. Aveva 11 nomination anche “Hamnet”, che ha vinto il premio per la migliore attrice e per il miglior film britannico – mentre il miglior film in assoluto è stato “Una battaglia dopo l'altra”, che ha ritirato altri 5 trofei. A quota 3, invece, “I peccatori” e “Frankenstein”.