«Quello di Zalone era sicuramente un successo previsto» esordisce Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura, durante il festival Capri Hollywood: «ma i numeri sono davvero molto alti, e ci fanno fare delle domande: gli autori si chiedono cosa interessi davvero al nostro pubblico? Zalone dimostra che quando l'offerta c'è, le sale si riempiono».

In effetti “Buen Camino” (il sesto film di Luca Medici e il quinto diretto da Gennaro Nunziante) ha confermato la sua posizione in cima al box office anche il primo giorno del 2026, con più di 5 milioni di euro incassati solo l'1 gennaio – e viaggia adesso verso la soglia dei 50 milioni, che dovrebbe essere raggiunta prima dell'Epifania.

Lo ringraziano gli esercenti (in primis quelli del multiplex Fasano di Taviano, in provincia di Lecce, che gli hanno dedicato un busto in marmo all'ingresso del cinema), lo ringrazia l'esponente del Governo (che può parlare di un +23% rispetto allo scorso anno); ma il cinema di produzione nazionale godeva di ottima salute già prima del 25 dicembre: un terzo dei biglietti staccati nel 2025, infatti, riguardava film italiani – e dei 10 titoli più visti dell'anno (scorso) quattro parlano la nostra lingua.

Nonostante ciò, gli emendamenti alla manovra economica prevedono un taglio di 90 milioni di euro al settore – senza contare le risorse tolte alla Rai e alle altre TV. Il taglio era originariamente di 150 milioni – una cifra folle, per cui Pupi Avati si scagliò proprio contro Borgonzoni durante la cerimonia dei David di Donatello – ma la riduzione della riduzione «non risolve nessuno degli effetti disastrosi che la legge di bilancio genera sull'industria dell'audiovisivo» scrive l'ANICA.

L'Associazione Nazionale prevede che da marzo assisteremo a una «delocalizzazione della produzione, mettendo a rischio l'esistenza di migliaia di imprese e di posti di lavoro, da cui dipendono decine di migliaia di famiglie». Insomma la politica sembra dire: volete Checco Zalone?, e avrete Checco Zalone (che infatti è in quasi 800 cinema d'Italia, contro i 573 di “Avatar” e i 94 del film che ha vinto il Leone d’Oro). Checco Zalone e nient'altro.