L’amore è cieco è il miglior programma italiano sulle relazioni del 2025
di Vincenzo LigrestiDa ieri sera è online su Netflix l’ultima puntata della prima edizione - curata da Banijay Italia - dell’Amore è cieco, adattamento italiano di Love is Blind, format americano diventato fenomeno globale. L’esperimento sociale punta a far conoscere single al buio, favorendo la nascita di coppie che vengono poi messe alla prova attraverso la convivenza, fino ad arrivare alla scelta finale del matrimonio.
All’assetto visivo “da format” della fase iniziale si fa un po’ fatica ad abituarsi: il set è piuttosto kitsch, le piante di plastica sono un colpo al cuore, gli ambienti blu per i single uomini e rosa per le single donne oscillano tra una stanca eteronormatività e l’estetica da gender reveal, e purtroppo quei terribili bicchieri dorati li rivedremo in molte altre fasi successive.
Eppure, nonostante questi elementi potrebbero far presagire un certo tenore narrativo, L’amore è cieco pare segnare un prima e un dopo nello stanco panorama degli show orizzontali sulle relazioni in Italia. Il crescendo di questa edizione italiana infatti risulta contemporaneo senza scadere nel dozzinale, a partire dalla scelta di un cast azzeccato (molto più di quello della prima edizione UK). C’è una genuinità lampante in Ludovica, una certa capacità di Giovanni nel “raccontarsi” a prescindere del montaggio, una forza nel provarci di Giorgia che poi non le manda a dire. L’impressione è che, rispetto ad altri programmi, almeno nelle intenzioni a monte, gli sviluppi vengano più spesso raccontati che incentivati a tutti i costi (per dirne una, su falò di confronto tra coppie selezionate in partenza per generare dinamiche disfunzionali).
Proprio per questo nell’Amore è cieco emergono anche meta-narrazioni tutt’altro che stereotipate: in questa edizione, per esempio, sono più gli uomini a non voler fare sesso, e non il contrario come vorrebbe il luogo comune. A rafforzare questo scarto dagli stereotipi contribuisce anche la presenza dei conduttori, Benedetta Parodi e Fabio Caressa, che sfata un altro cliché, quello secondo cui le coppie del mondo dello spettacolo sarebbero destinate a non durare. Simpaticissimi, anche quando sembra leggano da un teleprompter.