Abbiamo un problema con i concerti
Il 12 giugno Elodie è diventata la prima donna a esibirsi allo stadio Maradona di Napoli, «facendo ballare 44mila persone». Tuttavia, il sold-out non è mai stato annunciato: l’impianto ne avrebbe potute contenere almeno altre 6.000. Repubblica aveva parlato di circa 10.000 biglietti invenduti, poi pare sia riemerso il link “segreto” – già comparso per San Siro – che permetteva l’acquisto di ticket a 10 euro, inizialmente riservato a sponsor, staff e collaboratori, ma poi diffusosi rapidamente online.
«Vedere uno stadio vuoto non è bello» ha commentato Vanessa Grey a MOW. «Se abbassi i prezzi all’ultimo, fai bene: magari c’era gente che voleva venire ma non poteva permetterselo». È anche un tema di accessibilità: secondo il Rapporto SIAE, dal periodo prepandemico le vendite dei biglietti dei concerti sono cresciute del 70%, con un conseguente aumento dei prezzi. Questo ha spinto molti artisti verso venue più ampie, come stadi e palazzetti – ma non tutti sono in grado di riempirli. Elisa, ad esempio, è arrivata a San Siro solo quest’anno, dopo trent’anni di carriera.
In un post su Facebook, Federico Zampaglione ha criticato la corsa agli stadi, definendola pericolosa per artisti ancora non pronti: quando le vendite non bastano, le agenzie propongono due alternative – annullare il tour o regalare i biglietti invenduti.
Selvaggia Lucarelli, nella newsletter Vale tutto, ha spiegato che gli organizzatori non rischiano mai realmente: un artista che riceve un milione di euro di anticipo deve coprire almeno 1,5 milioni di incassi. Se ci sono perdite, queste possono essere divise (70% all’artista, 30% all’agenzia), con l’artista obbligato a coprire anche 700.000€ di deficit. Inoltre, finché il debito non è saldato, il contratto non si scioglie, anche se è scaduto.
In questo contesto, risulta meno sorprendente la scelta di Olly di rinunciare all’Eurovision per non compromettere il proprio tour. «Queste dinamiche esistono da sempre», conclude Zampaglione, «ma oggi sono amplificate da un’epoca che pretende tutto e subito, e sempre in grande».