«L’arte della giovinezza» l’ha definita Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano – la fondazione che assegna ogni anno il più prestigioso premio cinematografico del nostro Paese, il David di Donatello. Il riferimento è ovviamente a “L’arte della gioia”, la miniserie disponibile su NOW (considerata qui “film” grazie all’uscita al cinema) di Valeria Golino (anche se una delle sei puntate è diretta da Nicolangelo Gelormini); ma il riferimento è anche al tema ricorrente in quasi tutti i titoli in gara per le statuette: giovinezza, adolescenza, approdo all’età adulta di ragazzi e (soprattutto) ragazze che contestano il sistema, lo sfidano.

Ci sono molti uomini che schiacciano le donne, soprattutto le mogli (“Familia”, su Prime Video, e “Io e il secco”, su TimVision, in cui la violenza domestica colpisce sempre Barbara Ronchi) e molte figlie che si ribellano (“L’arte della gioia” appunto, ma anche “Gloria!” e, per certi versi, “Vermiglio” e “Parthenope” – quest’ultimo su Netflix e gli altri tutti su NOW). In certi casi gli adulti fanno da salvagente: a volte ci riescono (“Il tempo che ci vuole” di Francesca Comencini, sempre su NOW) e a volte no (“Il ragazzo dai pantaloni rosa”, su Netflix). Curioso notare che, in questo scenario, spunta due volte Enrico Berlinguer – nel documentario “Prima della fine”, appena aggiunto al catalogo NOW, e nel biopic “Berlinguer – La grande ambizione”, disponibile per il noleggio.

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A proposito di documentari, caso più unico che raro, in cinquina si sfidano quattro autrici e un autore, fra cui Francesca Mannocchi che VD ha incontrato proprio per “Lirica Ucraina”; anche la regia per il miglior film, per la prima volta, vede tre nomi di donna: la Valeria Golino di cui prima, Maura Delpero e Francesca Comencini – mentre la sorella di quest’ultima, Cristina, si deve accontentare dell’unica nomination per la musica del suo “Il treno dei bambini”, disponibile su Netflix, composta dal premio Oscar Nicola Piovani.

Ci sono altri bambini anche nell’esordio Loris Lai (“I bambini di Gaza”, su TimVision) e c’è un’altra guerra in sottofondo al bistrattato “Campo di battaglia” (su NOW), che ha mancato la candidatura per la performance camaleontica di Alessandro Borghi. Su NOW c’è pure la miniserie dei fratelli D’Innocenzo “Dostoevskij” (miglior fotografia, miglior montaggio) e c’è l’altro titolo italiano passato dalla Mostra di Venezia, “Iddu – L’ultimo padrino” (migliore canzone originale e migliore colonna sonora, di Colapesce). Colapesce se la dovrà vedere con Thom Yorke in entrambe le categorie, per la musica e la canzone di “Confidenza” (on-demand sia su NOW che su Netflix).