Cinque serie tv e un film da guardare se ti è piaciuta "Adolescence"
di Luca FontòIspirata dall'aumento esponenziale di aggressioni nelle scuole britanniche, e in particolare di accoltellamenti, la miniserie “Adolescence” cerca di esplorare – a detta dei suoi stessi autori Jack Thorne e Stephen Graham – le cause della violenza estrema di certi ragazzini verso le loro coetanee. Parlandone nel programma “Front Row”, Thorne ha raccontato di aver voluto «guardare negli occhi la rabbia maschile», ed esaminare l'influenza sui più giovani di personaggi come Andrew Tate – ex campione di kickboxing, influencer razzista e misogino, indagato per stupro e tratta di esseri umani.
“Adolescence” racconta quindi un fenomeno in crescita – i crimini commessi dai minorenni – e lo fa a partire dall'arresto di un tredicenne accusato di aver pugnalato a morte una compagna di scuola che, forse, l'aveva definito «incel» su Instagram. Come se la portata dei temi non fosse già sufficiente, ognuno dei quattro episodi ha anche la particolarità più unica che rara di essere girato in pianosequenza: una sola inquadratura, per circa un'ora, senza stacchi né tagli. C'è voluta una settimana per ogni puntata, dieci tentativi, due al giorno: uno la mattina e uno la sera. Anche se non si tratta del primo esperimento in pianosequenza, lo show rappresenta comunque uno dei punti più alti di questa tecnica.
Senza nessuna particolare promozione, come era già successo per “Baby Reindeer”, la miniserie ha raggiunto la prima posizione nella classifica di Netflix già nel suo primo weekend di programmazione – con dozzine di articoli, soprattutto nel Regno Unito, che ne elogiavano la produzione, la scrittura, ma anche e soprattutto le interpretazioni – a partire da quella del quindicenne Owen Cooper: sembra impossibile, ma è alla sua prima esperienza davanti alla macchina da presa.
Se vi è piaciuta "Adolescence", vi consigliamo di dare un'occhiata a questi titoli:
When they see us (2019, Netflix): Uno dei crimini più mediatici degli anni Ottanta fu la violenza della jogger di Central Park del 1989: furono arrestati quattro ragazzini afroamericani e uno di origine ispanica, con l’accusa di aggressione, rapina, rivolta, stupro e tentato omicidio. I ragazzi, tutti minorenni, erano però innocenti: i quattro episodi di “When they see us” ripercorrono i 25 anni di una delle più grandi ingiustizie processuali americane.
American Crime, seconda stagione (2016, Prime Video): Altri adolescenti accusati di aggressione sessuale – ma sono i capitani della squadra di basket di una scuola privata dell’Indiana, colpevoli anche di aver pubblicato le foto del compagno abusato – mentre l’istituto si preoccupa solo di mantenere la sua reputazione. La seconda stagione della serie antologica “American crime” mantiene il suo cast (Felicity Huffman, Regina King) e continua a parlare di razza, classe e politiche di genere.
I may destroy you. Trauma e rinascita (2020, Now): Una scrittrice trentenne, icona dei Millennial diventata famosa su Twitter, si rende conto di essere stata violentata nel bagno di un locale durante una serata con un gruppo di amici. L’ispirazione per “I may destroy you” nasce dall’aggressione sessuale che Michaela Coel (autrice, regista e interprete) subì durante la produzione di “Chewing gum”, serie disponibile su Netflix. Per mantenere il controllo creativo, Coel ha rifiutato l’offerta di un milione di dollari da parte della piattaforma.
The night of. Cosa è successo quella notte? (2016, Now): Ancora un blackout: dopo aver rubato il taxi del padre, uno studente universitario di origini pakistane passa la notte con una ragazza che, la mattina, verrà trovata morta nel letto. La miniserie “The night of” è il remake americano della prima stagione di “Criminal justice”, show britannico prodotto da BBC. È creata e diretta da Steven Zaillian – che nel 2024 si è cimentato con il personaggio di Tom Ripley – ed è interpretata da John Turturro e da Riz Ahmed, vincitore di un Emmy e di un Oscar.
Misfits 2009-2013 (a noleggio su CHILI): Dal Regno Unito arriva pure “Misfits”, serie ibrida tra fantascienza e dramedy in cui alcuni ragazzi – condannati ai servizi sociali – ottengono poteri soprannaturali durante una tempesta elettrica. Cinque stagioni, due cast – quando arrivò negli USA, a giugno 2011, diventò una delle serie più viste sulla piattaforma Hulu. Ha ispirato anche la web-serie italiana “Freaks!”.
E a proposito di pianisequenza, il 27 aprile del 2014 il regista tedesco Sebastian Schipper ha girato “Victoria”: 138 minuti senza stacchi, fra le 4:30 e le 7:00 del mattino, per 12 pagine di sceneggiatura (e molti dialoghi improvvisati). Uno dei creatori di “Adolescence”, Stephen Graham, che interpreta il padre di Jamie, aveva già lavorato a un film di una sola inquadratura: “Boiling Point – Il disastro è servito” del 2021, disponibile su IWONDERFULL.