In un’intervista a La Repubblica, Marracash si è lasciato andare a una riflessione lucida sulla società contemporanea, affrontando il tema dell’omologazione e della perdita di autenticità. Secondo il rapper, il problema non è tanto l’IA in sé, quanto il fatto che le persone si stiano adattando a una mentalità algoritmica, scegliendo ciò che è più redditizio o socialmente accettato e non quello che le rappresenta davvero. «Non ho un amico che stia bene. E anche io, non è che sia sempre in grande forma», ha raccontato Marracash. «La mia teoria è che l’ipercapitalismo disumanizza. Ragioniamo come gli algoritmi, cerchiamo cosa può funzionare. E questa uniformità fa stare tutti male».

 

Si tratta di un’idea che attraversa tutto È finita la pace, il suo ultimo disco, capace di fotografare la crisi dell’individuo in un mondo sempre più performativo, denunciando la perdita di autenticità e il disagio di una generazione costretta ad adattarsi a modelli preconfezionati. In Mi sono innamorato di un AI, Marracash ribalta il dibattito sull’intelligenza artificiale: il vero problema non è la tecnologia, ma il fatto che gli esseri umani stessi si comportino come macchine, rincorrendo efficienza e approvazione. Un tema, questo, che ricompare anche in Power Slap, dove denuncia l'omologazione della musica, con un mercato sempre più saturo di collaborazioni studiate a tavolino e canzoni scritte dagli stessi autori: «Carriati dai feat / Fitti fitti, stessi nomi / Carriati dai rit. scritti dagli stessi autori / […] Ti ricordo bimbo chi saresti con ‘sta sberla / Senza Sanremo, senza l’estivo, senza Petrella».

 

Un’altra riflessione sul tema è offerta da Gli sbandati hanno perso, che racconta di un’umanità frammentata, smarrita, sbandata appunto. «Sbandati è parola desueta, parla a quelli della mia generazione», ha detto Marracash. «Negli anni Novanta c’è stato l’ultimo barlume di romanticismo, si pensava che le cose potessero cambiare in meglio. I quarantenni sono a pezzi perché siamo stati gli ultimi ad avere dei sogni, e adesso ci sentiamo schiacciati dal mainstream, dall’omologazione: se sei diverso non ti resta che pigliare gli psicofarmaci». Nell’intervista, il rapper è tornato anche sul tema dei diritti delle minoranze. «È vero che ci sono le discriminazioni, è vero che ci sono le minoranze, ma la differenza di classe è di gran lunga la più clamorosa», ha affermato Marracash. «Non c’è paragone. Puoi essere arabo, puoi essere donna, ma se sei ricco sei a posto. O si riparte da questa cosa qui, o la sinistra non esiste più».