Con più di 2,3 milioni di dollari incassati nel primo giorno di programmazione, “C'è ancora domani” si è attestato al quarto posto del box office cinese – dietro al fenomeno “Ne Zha 2”, che ha superato i due miliardi, e altri due titoli locali: un nuovo primato per l'esordio alla regia di Paola Cortellesi, che già era diventato il decimo film italiano più visto in Francia.

Biglietto d'Oro per due anni consecutivi – con 36,8 milioni al box office italiano e 5,4 milioni di spettatori – il quinto più alto incasso nella Storia del nostro Paese, 6 David di Donatello, il Nastro d'Argento per il Film del 2023: la storia di abusi domestici ed emancipazione politica di Cortellesi e del suo personaggio Delia non ha bisogno di presentazioni. È approdata nel mercato statunitense il 7 marzo, e il giorno dopo in quello asiatico: «una data fortemente simbolica» ha scritto la stessa regista, «la Giornata Internazionale della Donna. Non potremmo esserne più fieri».

Se da una parte dell'oceano non è piaciuto molto a IndieWire e al Washington Post (nonostante un 94% su Rotten Tomatoes), dall'altra è stato proiettato su migliaia di schermi (28.256 solo in Cina), con un rating salito da 9.1 a 9.3 in meno di 24 ore. Prima all'Italian Film Festival di Shanghai e poi a Pechino, Cortellesi è stata accolta da orde di fan fino all'aeroporto: «il fatto che questo tema sia così comune in tanti Paesi non è una buona notizia» ha però dichiarato.

Madri con figlie, nonne con nipoti hanno riempito le sale – anche per la masterclass dedicata unicamente al pubblico femminile. «Io sono abbastanza scioccata da quello che è accaduto», ha raccontato ancora Cortellesi: «una cosa totalmente inaspettata e inaspettata qui, dall'altra parte del mondo. Ho trovato non solo un'accoglienza incredibile – ma incontrando il pubblico alla fine delle tante proiezioni ho trovato molta profondità nelle loro domande. Hanno colto ogni piccolo aspetto, anche più che in Italia».