Dichiarazione dei redditi 2025: guida semplice al modello 730, scadenze e istruzioni
di Giulia EchitesC’è la Holiday Season a dicembre, c’è la Festival Season che inizia con la tarda primavera e va avanti con concerti e musica per tutta l’estate, e poi c’è la stagione del 730.
La stagione della dichiarazione dei redditi si è appena aperta e andrà avanti – nel senso che potrai presentare la tua dichiarazione – fino al 30 settembre. Se ti stai chiedendo se ti riguarda, o se sai che dovrai compilarla ma non hai idea da dove iniziare, questa guida può aiutarti.
730 è il nome con cui ci si riferisce al modello utilizzato per dichiarare i redditi annuali. È lo strumento per mettersi “in pari” col fisco: per calcolare quanto devi allo Stato o se hai diritto a un rimborso. Sempre con questo modulo puoi inserire le spese detraibili, cioè quelle che danno diritto a agevolazioni fiscali, e destinare il 2, 5 o 8x1000 della tua imposta a enti religiosi, scientifici o sociali. La dichiarazione riguarda sempre i redditi dell’anno precedente, quindi nel 2025 si dichiarano i redditi percepiti nel 2024.
Il modello 730 è pensato soprattutto per lavoratori dipendenti e pensionati, ma può essere utilizzato anche da alcuni lavoratori autonomi senza partita IVA, come chi lavora con prestazioni occasionali. Chi ha una partita IVA deve invece usare il modello Redditi Persone Fisiche (PF). I redditi che si possono dichiarare con il 730 sono quindi principalmente da lavoro dipendente, da pensione, da affitti o da investimenti.
Il 730 serve a verificare il saldo tra imposte versate e imposte dovute. Se durante l’anno hai versato più del dovuto, ad esempio per ritenute d’acconto troppo alte o perché non avevi ancora applicato delle detrazioni, ti spetta un rimborso. Se invece hai versato meno del necessario, dovrai versare la differenza.
In ogni caso, non dovrai occupartene direttamente: il rimborso o l’addebito avviene in modo automatico nella busta paga o nella pensione. Se hai diritto a un rimborso, lo riceverai direttamente nello stipendio o nella pensione. Se invece devi pagare, l’importo verrà trattenuto in automatico.
Per quanto riguarda le spese detraibili, ogni anno ci possono essere modifiche. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, insieme al modulo 730, trovi le istruzioni aggiornate con l’elenco completo delle spese ammesse e le percentuali di detrazione. Alcuni esempi sono le spese mediche, veterinarie, affitto per studenti fuorisede, interessi sul mutuo prima casa, ristrutturazioni edilizie, Superbonus e Bonus Mobili. Naturalmente, è necessario conservare scontrini, fatture, certificazioni bancarie, atti notarili o contratti.
Per compilare il 730 è importante avere con sé alcuni documenti fondamentali. Servono i documenti di identità, il codice fiscale tuo e di eventuali familiari a carico, la Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico, che riepiloga i redditi dell’anno precedente e le imposte già versate. Servono inoltre tutti i documenti che certificano le spese sostenute da inserire in detrazione.
Arrivati a questo punto, ti starai chiedendo: come si compila il 730?
Hai due strade. La prima è compilarlo online accedendo al portale dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Qui trovi un modello precompilato con molti dei tuoi dati già inseriti, come redditi da lavoro dipendente e alcune spese. È comodo e veloce, ma è importante verificare che tutte le informazioni siano corrette e complete. A volte, infatti, alcuni dati possono mancare o essere obsoleti, ad esempio se il datore di lavoro non ha trasmesso tutto, o se hai cambiato situazione rispetto all’anno precedente. In ogni caso, puoi sempre modificare o integrare il modello prima di inviarlo.
La seconda strada è affidarti a un CAF, a un commercialista o al tuo datore di lavoro o ente pensionistico, se fornisce questo servizio come sostituto d’imposta.