Effetto Mamdani. La Gen Z spinge gli USA a sinistra
Secondo il Voter Poll di SSRS, a queste Elezioni di Midterm, il 72% degli elettori tra i 18 e i 29 anni ha votato per un candidato democratico alla Camera, contro il 25% che ha scelto un repubblicano. È il vantaggio più ampio mai registrato per i democratici tra i giovani in un'elezione nazionale. Il sostegno cambia con l'età: tra gli over 65, infatti, i repubblicani prevalgono con il 51% contro il 48%. Il successo del sindaco Zohran Mamdani a New York ha mostrato che una proposta politica progressista può parlare a un elettorato giovane e multiculturale se affronta questioni concrete: affitti, trasporti, sanità e costo della vita.
È una delle trasformazioni raccontate dal direttore de Il Post Francesco Costa nel suo ultimo libro, “Come se ne esce”: una nuova sinistra americana che prova a essere pragmatica, popolare e capace di parlare fuori dai tradizionali circuiti politici. Alle elezioni di Midterm 2026, almeno cinque candidati sostenuti dai Democratic Socialists of America (DSA) hanno conquistato un seggio alla Camera dei rappresentanti: Darializa Avila Chevalier e Claire Valdez a New York, Melat Kiros in Colorado, Donavan McKinney in Michigan e Chris Rabb in Pennsylvania. La rielezione di Alexandria Ocasio-Cortez per un quinto mandato conferma la visibilità di questa area politica, mentre l’ingresso di nuovi rappresentanti contribuisce a spostare più a sinistra il dibattito interno al partito.
In Michigan, Abdul El-Sayed ha conquistato un seggio al Senato, diventando il primo musulmano eletto nella storia dell'istituzione. Medico ed ex responsabile della sanità pubblica di Detroit, ha condotto una campagna progressista su sanità universale, disuguaglianze e contrasto al potere delle lobby. Pur avendo respinto l'etichetta di democratico socialista, ha definito genocidio l'offensiva israeliana a Gaza e contestato gli aiuti militari americani a Israele. Posizioni che lo hanno messo in contrasto con una parte dell'establishment democratico. Un'altra vittoria significativa arriva dal Texas, dove James Talarico ha conquistato un seggio al Senato battendo il repubblicano Ken Paxton. Nella stessa tornata, Gina Hinojosa ha sconfitto il governatore uscente Greg Abbott, diventando la prima governatrice democratica dello Stato dal 1994 e la prima latina a ricoprire l'incarico. Talarico ha costruito una coalizione di giovani, ispanici, indipendenti e moderati, concentrando la campagna su costo della vita, salari e corruzione, più che sulle battaglie culturali.
Anche in Georgia sono arrivate due vittorie importanti per i democratici. Il senatore Jon Ossoff è stato rieletto, battendo il repubblicano Mike Collins, mentre Keisha Lance Bottoms, ex sindaca di Atlanta, ha conquistato il governatorato sconfiggendo Rick Jackson. È la prima donna nera eletta governatrice nella storia degli Stati Uniti e la prima vittoria democratica in Georgia dal 1998. La svolta democratica non coincide ovviamente con una vittoria della sola ala progressista. Anche candidati più moderati hanno ottenuto risultati importanti, costruendo coalizioni trasversali tra giovani, ispanici, indipendenti ed elettori delusi da Trump. Le campagne più efficaci hanno puntato su temi concreti come costo della vita, salari e corruzione. Una lezione per le Presidenziali del 2028