«Abbiate coraggio, continuate a lottare»
Maricarmen Abascal è morta a 87 anni all’ospedale Gregorio Marañón di Madrid, dove era ricoverata dal 23 settembre, il giorno in cui era stata sfrattata dalla casa del quartiere Retiro in cui viveva da 71 anni.
La mattina del 23 settembre Maricarmen era stata portata fuori dall’appartamento su una barella e trasferita in ospedale dal Samur. Era il quarto tentativo di sfratto nei suoi confronti. Nell’abitazione di via Alcalde Sainz de Baranda era entrata nel 1956, quando suo padre aveva firmato il contratto di affitto. Dopo la morte dei genitori, il contratto era passato prima alla madre e poi a lei. Maricarmen aveva continuato a pagare regolarmente circa 500 euro al mese, comprese le spese.
Nel 2018 l’appartamento era stato acquistato da Urbagestión Desarrollo e Inversión S.L. La società aveva poi avviato la procedura per ottenere il rilascio dell’immobile, sostenendo che il contratto non fosse più valido dopo le precedenti subrogazioni. La vicenda era arrivata fino al Tribunale Supremo spagnolo, che nel 2023 aveva respinto il ricorso della difesa di Maricarmen.
Lo sfratto ha trasformato una vicenda giudiziaria in una questione nazionale. Nei giorni successivi migliaia di persone sono scese in piazza a Madrid e in altre città spagnole. A Puerta del Sol è nata una grande acampada per chiedere nuove misure sul diritto alla casa, mentre il caso di Maricarmen è diventato uno dei simboli della crisi degli affitti e degli sfratti in Spagna.
La pressione della mobilitazione aveva infine prodotto un accordo. Il 28 settembre la società proprietaria aveva accettato di permettere a Maricarmen di tornare nella sua casa con un nuovo contratto di otto anni e un affitto non superiore al 30% dei suoi redditi. Il rientro, però, non è mai avvenuto: Maricarmen è morta prima di poter firmare il nuovo contratto.
Nel frattempo la sua vicenda ha avuto conseguenze anche sul piano politico. Il governo Sánchez aveva approvato due decreti sull’emergenza abitativa, ma il Congresso li aveva respinti il 2 ottobre. Il 6 ottobre l’esecutivo li ha riproposti con una nuova formulazione e 21 misure, tra cui la proroga dei contratti di affitto, limiti agli aumenti e nuove tutele per gli inquilini vulnerabili. I provvedimenti dovranno ora essere sottoposti alla Diputación Permanente.