In risposta alle proteste, il Consiglio dei Ministri spagnolo ha varato due decreti per il diritto alla casa. Il primo prevede un prolungamento automatico di due anni per i contratti di affitto che scadono prima della fine del 2028 e uno scudo per gli inquilini fragili (senza un alloggio alternativo) che hanno ricevuto un procedimento di sfratto a seguito di una svendita dell’immobile. Fino al 31 dicembre 2030 il giudice può sospendere gli sfratti per le case comprate a un prezzo inferiore al valore di mercato. Se dopo due mesi dalla sospensione non viene trovata una soluzione, lo Stato dovrà farsi carico del debito dell'inquilino.

Il decreto introduce anche un blocco degli acquisti speculativi. Fino al 2028 saranno vietate le operazioni dei cosiddetti “fondi avvoltoi”, che il testo definisce come soggetti «il cui scopo sociale è comprare beni immobili a fronte di un corrispettivo inferiore al 70% del valore di mercato». Altre misure limitano gli affitti brevi, attraverso agevolazioni fiscali per i canoni a prezzo calmierato e una tassazione maggiore per i bnb. Il Governo aiuterà anche le famiglie per la prima casa.

Il secondo decreto accoglie le richieste più radicali del Sindacato degli Inquilini che sta guidando la protesta. I due testi sono collegati, il secondo modifica un articolo del primo. Se il primo decreto stabilisce il rinnovo dei contratti fino a due anni, il secondo introduce un rinnovo automatico per gli affitti in scadenza. I proprietari dovranno risarcire gli inquilini con almeno 12 mensilità di affitto qualora decidano di non rinnovare.

La scelta di dividere in due le norme è dovuta alla mancanza di un accordo tra i partiti che sostengono il Governo Sanchez. Il primo è ritenuto più accettabile dai partiti centristi e indipendentisti Junts, della Catalogna, e PNV (Partito Nazionalista Basco). Mentre il secondo è a rischio. Il Parlamento si esprimerà venerdì con due voti separati. Sanchez ritiene che il sostegno pubblico alle proteste convincerà anche i partiti più scettici. Ma non c’è certezza. Il Sindacato degli Inquilini teme che la separazione apra la strada alla bocciatura del secondo, che contiene le norme più ambiziose.