A Cuba il ritorno a scuola è «un atto eroico»
A Cuba il nuovo anno scolastico è iniziato il 1° settembre: più di 1,4 milioni di studenti sono tornati nelle oltre 10mila scuole del Paese, insieme a circa 135mila insegnanti. Ma far ripartire le lezioni, quest’anno, significa farlo in mezzo a una delle peggiori crisi economiche ed energetiche affrontate dall’isola negli ultimi decenni.
Mancano carburante, elettricità, acqua, cibo e materiali scolastici. I blackout sono frequenti e possono durare per molte ore, mentre la scarsità di carburante rende difficili anche gli spostamenti. In alcune zone, arrivare a scuola è diventato un problema quotidiano: dove i trasporti pubblici non funzionano, alcune famiglie sono costrette a ricorrere a mezzi di fortuna, compresi carri trainati da cavalli.
Anche dentro le scuole le difficoltà sono evidenti. Il sistema deve fare i conti con la mancanza di insegnanti e di materiali: il governo ha dovuto trasferire oltre 3mila docenti dalle province orientali verso l’Avana, mentre pensionati e volontari sono stati coinvolti per coprire le carenze. Le uniformi scolastiche, tradizionalmente fornite dallo Stato, non sono sufficienti a soddisfare la domanda: secondo Associated Press, quelle disponibili coprono appena il 12% del fabbisogno delle scuole primarie.
La crisi legata all’inasprimento dell’embargo statunitense voluto dall’amministrazione Trump aveva già avuto conseguenze sul precedente anno scolastico, terminato in anticipo proprio a causa della mancanza di carburante, dei blackout e delle difficoltà nel garantire trasporti e servizi essenziali. Per il nuovo anno il ministero dell’Istruzione ha quindi annunciato una maggiore flessibilità nell’organizzazione delle lezioni, con orari e modalità adattati alle condizioni delle singole zone.
Nonostante tutto, il governo cubano ha scelto di mantenere l’apertura delle scuole. La ministra dell’Istruzione Naima Trujillo Barreto ha definito il ritorno in classe un «atto eroico». Una scelta che mostra quanto l’istruzione continui a essere centrale nell’identità politica e sociale cubana, ma anche quanto la crisi stia mettendo alla prova uno dei pilastri storici del Paese: garantire l’accesso alla scuola in un sistema che per decenni ha fatto dell’istruzione pubblica e gratuita uno dei propri principali simboli.