In un incontro inusuale lo scorso giovedì il direttore della Cia, John Ratcliffe, è volato a L’Avana per incontrare alti vertici del governo cubano. L’evento è stato insolitamente reso pubblico ed è solo l’ultimo colloquio in ordine di tempo tra i due Paesi che dall’inizio dell’anno si stanno incontrando a porte chiuse per trattare la fine del blocco energetico imposto da Trump. 

Generali e politici hanno ribadito alla CIA che «Cuba non rappresenta alcun pericolo per la sicurezza degli USA», e che quindi l’unico motivo per mantenere il Paese nella lista delle nazioni che supportano il terrorismo è screditare e indebolire il governo cubano. In questo clima di tensione gli Stati Uniti sarebbero intenzionati ad aumentare la pressione su L’Avana con l’incriminazione di Raul Castro, figura centrale della rivoluzione castrista, per via dell’abbattimento di due aeroplani nel 1996 in cui furono uccise quattro persone tra cui tre cittadini statunitensi. 

L’episodio risale agli anni ‘90, quando Castro era Ministro della Difesa e responsabile delle forze armate. Due aerei Cessna avevano effettuato alcuni voli nello spazio aereo cubano, erano ufficialmente impiegati per assistere i cubani che cercavano di raggiungere la Florida con piccole imbarcazioni via mare. La procura federale di Miami vuole accusare Raul Castro di aver autorizzato l’operazione che ha portato all’abbattimento. 

Castro non ha più ruoli di Governo, ha 94 anni e da tempo non parla più in pubblico. L’incriminazione fornirebbe al governo cubano un altro elemento di preoccupazione: la cattura di Nicolas Maduro avvenuta a gennaio era stata giustificata da Trump proprio sulla base di una incriminazione federale. Abbiamo raccontato la situazione che sta vivendo Cuba nel reportage “Cuba: un futuro sotto embargo” che VD ha girato sull’isola nelle scorse settimane. Stiamo portando la visione nelle principali città italiane e prossimamente sarà disponibile sul nostro canale YouTube.