Balendra Shah sta per diventare il più giovane primo ministro della storia del Nepal. Il suo partito, la Rastriya Swatantra Party, è infatti in netto vantaggio dopo le elezioni parlamentari della scorsa settimana, le prime svolte dopo le proteste guidate dalla Generazione Z che lo scorso anno hanno travolto il governo accusato da molti cittadini di corruzione e distanza dai problemi del Paese.

Secondo i risultati ufficiali diffusi martedì dalla Commissione elettorale, la nuova formazione politica ha ottenuto il mandato più ampio nella storia elettorale recente del Nepal, conquistando una significativa maggioranza dei 275 seggi parlamentari. Shah, conosciuto da tutti come “Balen”, è il candidato indicato dal partito per guidare il governo.

Trentacinque anni, ingegnere di formazione, Shah si è fatto conoscere come rapper con testi dedicati a temi sociali come povertà, disoccupazione e corruzione. Nei suoi brani ha spesso raccontato la vita delle fasce più deboli della società, ispirandosi anche a figure centrali dell’hip hop americano come Tupac Shakur e 50 Cent.

Nel 2022 ha deciso di entrare in politica candidandosi come indipendente alle elezioni municipali di Kathmandu, dove è stato eletto sindaco. Alla guida della capitale ha costruito l’immagine di un amministratore pragmatico, impegnato su questioni concrete come la gestione dei rifiuti, il miglioramento dei servizi pubblici e la rimozione degli edifici abusivi. Interventi che gli hanno consentito di presentarsi come un politico capace di “fare”, proprio perché non legato alla tradizionale gerarchia dei partiti.

La sua notorietà nazionale è però esplosa con le proteste giovanili dello scorso settembre. Migliaia di ragazzi erano scesi in piazza a Kathmandu per denunciare corruzione, nepotismo e un ampio blocco dei social media imposto dal governo. Shah sostenne apertamente il movimento e criticò duramente il premier di allora, Sharma K.P. Oli, al potere durante la repressione delle manifestazioni.

Il rapporto diretto con i giovani è uno dei pilastri della sua popolarità. Shah comunica soprattutto attraverso i social media, dove ha un seguito tra i più ampi del Paese - circa 3,7 milioni di follower su Facebook in una nazione di poco più di 30 milioni di abitanti - e dove il suo linguaggio diretto e spesso polemico ha rafforzato il legame con la generazione Z, protagonista delle proteste dello scorso anno.

Quando sono state convocate le elezioni anticipate, il giovane politico ha deciso di sfidare direttamente il leader settantaquattrenne nella sua stessa circoscrizione, considerata una roccaforte del primo ministro uscente. Una scelta rischiosa che si è rivelata vincente: secondo i dati della Commissione elettorale, Shah ha ottenuto più del triplo dei voti rispetto all’avversario.

Per molti elettori, spiegano gli analisti, il voto è stato meno un sostegno a un partito e più una scelta personale. «La gente dice che Balen è un salvatore per il Nepal», osserva il politologo Sanjeev Humagain della Nepal Open University. «In modo populista, qualcuno arriva perfino a dire che è come un dio».

Il suo stile politico è diretto e talvolta aggressivo. Da sindaco ha spesso agito con decisioni rapide e controverse: tra queste il tentativo di sgomberare insediamenti abusivi e gesti dimostrativi contro la burocrazia, come quando fece scaricare rifiuti davanti al Dipartimento delle strade per protestare contro i ritardi nei lavori pubblici.

Ora, però, la sfida sarà diversa. Nonostante la larga maggioranza alla Camera bassa, il suo partito non dispone di seggi nella Camera alta, un elemento che potrebbe complicare l’approvazione delle riforme più ambiziose.

«Il Nepal ha molti problemi», sottolinea Humagain. «Anche una figura come Balen dovrà imparare il compromesso, la comunicazione e il lavoro di squadra». Se confermati i risultati elettorali, il giovane rapper diventato politico sarà chiamato a dimostrare di poter trasformare l’energia della protesta in governo.