Abbiamo osservato un comportamento anomalo da parte di PayPal: se nella causale di un qualsiasi pagamento compare la parola “Cuba”, l’operazione viene bloccata. Abbiamo fatto due pagamenti di un euro a un membro della nostra redazione: uno con la parola “Cuba” nella causale e un altro senza riferimenti all’isola. Il primo è stato messo in sospeso, quello senza la causale è andato a buon fine. Sul portale di PayPal compare la dicitura: «In base alle normative, sottoponiamo alcune transazioni a revisioni più dettagliate». 

In una email inviata al mittente, la piattaforma spiegava inoltre che alcuni pagamenti sono esaminati «per assicurarci un uso accettabile della nostra piattaforma e per limitare i rischi potenziali per noi e per i nostri clienti».  La segnalazione è arrivata dal sindacato Usb, che ha recentemente lanciato la campagna di solidarietà “Un farmaco per Cuba”, una raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso per sostenere il popolo cubano. 

«Nella piattaforma di raccolta fondi c’era il pulsante PayPal insieme alla carta di credito e al bonifico. Ma facendo il pagamento con PayPal sia noi che alcune persone abbiamo ricevuto il rifiuto della sottoscrizione», racconta a VD Stefano De Angelis, del Dipartimento internazionale di Usb.  Il sindacato ha così deciso di rimuovere PayPal dalle modalità di pagamento disponibili, ma le donazioni possono comunque essere effettuate mediante altri metodi di pagamento. La vicenda ricorda da vicino quanto accaduto nei mesi scorsi con Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. In quel caso, diversi utenti avevano segnalato che i pagamenti su PayPal con il suo nome nella causale venivano bloccati e poi stornati. La situazione era stata collegata alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti nei suoi confronti dopo la pubblicazione di un rapporto critico verso alcune aziende ritenute coinvolte nell’occupazione israeliana dei territori palestinesi.

Nel caso di Cuba, invece, il blocco dei pagamenti potrebbe essere legato alle restrizioni economiche e finanziarie che gli Stati Uniti applicano da decenni contro l’isola. Proprio in questi giorni è in preparazione una missione umanitaria internazionale. Il 17 marzo partirà un volo da Roma, via Milano, diretto all’Avana con farmaci essenziali, farmaci oncologici e materiale sanitario. L’iniziativa fa parte della campagna “Let Cuba Breathe”, promossa da organizzazioni internazionali e movimenti sociali. Parallelamente, una flotilla internazionale salperà da Cancún per raggiungere Cuba via mare e consegnare ulteriori aiuti alla popolazione.