La Grecia “cancella” i suoi studenti fuori corso
La Grecia ha rimosso dagli elenchi delle università pubbliche oltre trecentomila studenti fuori corso, circa la metà della popolazione universitaria complessiva. L’annuncio è arrivato venerdì dal ministero dell’Istruzione e riguarda gli iscritti ai corsi di laurea quadriennali di primo livello immatricolati prima del 2017. Secondo i dati ufficiali, circa 35mila studenti sono invece riusciti a rinnovare la propria iscrizione.
Il provvedimento si inserisce in una riforma discussa da mesi e mira a superare la pratica del cosiddetto “apprendimento permanente”, diffusa per anni nel paese e recentemente vietata anche da una legge specifica. In base a regimi di studio particolarmente flessibili, era infatti possibile mantenere l’iscrizione universitaria per periodi molto lunghi, anche in presenza di interruzioni prolungate degli studi legate al lavoro o ad altre attività.
Con l’esclusione dei fuoricorso, il numero complessivo degli studenti attivi si è quasi dimezzato: nel 2024 erano circa 350mila, distribuiti in 25 università pubbliche. Nelle intenzioni dell’esecutivo, l’aggiornamento degli elenchi consentirà agli atenei di programmare con maggiore accuratezza l’offerta formativa e gli investimenti. «Questo è un prerequisito per migliorare la qualità accademica, le attività quotidiane e i criteri utilizzati per valutare le università greche nelle classifiche internazionali», ha affermato il vice ministro dell’Istruzione Nikos Papaioannou.
Sulla stessa linea la ministra dell’Istruzione Sofia Zacharaki, esponente del partito di maggioranza Nuova Democrazia (centrodestra): «Lo status di studente non è valido per tutta la vita in nessuna moderna università europea». «Vogliamo titoli di studio di valore, che riflettano impegno, competenze e passione», ha aggiunto.
Le critiche alla riforma arrivano soprattutto dal mondo accademico. Secondo gli oppositori, la misura rischia di penalizzare studenti in condizioni di svantaggio economico e sociale, per i quali la possibilità di completare gli studi è spesso legata alla flessibilità dei percorsi universitari.
In Grecia i corsi di laurea di primo livello nelle università pubbliche sono finanziati dallo Stato e non prevedono il pagamento di rette per i cittadini dell’Unione Europea. Fino a tempi recenti solo gli atenei pubblici rilasciavano titoli riconosciuti, ma negli ultimi anni stanno emergendo anche alcune università private accreditate dallo Stato.