Il Governo spagnolo multa Airbnb per 64 milioni di euro
Il governo spagnolo ha inflitto una sanzione da 64 milioni di euro ad Airbnb per violazioni della normativa sugli affitti brevi. Lo ha reso noto il ministero dei Diritti sociali e dei Consumatori, spiegando che la piattaforma ha consentito la pubblicazione di circa 65mila annunci di alloggi turistici privi di licenza o con dati irregolari, in contrasto con le regole in vigore.
Secondo quanto riferito dal dicastero guidato da Pablo Bustinduy, molti degli immobili pubblicizzati sul portale non disponevano del numero di registrazione obbligatorio, mentre in altri casi venivano indicati codici falsi o non corretti. È inoltre emerso che Airbnb non ha impedito ai proprietari sprovvisti di licenza di continuare a promuovere le proprie abitazioni, né ha garantito informazioni chiare sulla natura del locatore, elemento rilevante per distinguere tra operatori professionali e privati e per definire le tutele spettanti agli utenti.
Il governo ha precisato che l’importo della multa equivale a sei volte il profitto illecito che la società, con sede a San Francisco, avrebbe ottenuto grazie agli annunci contestati nel periodo in cui sono rimasti online. Il procedimento sanzionatorio era stato avviato nel dicembre 2024, dopo una prima segnalazione delle irregolarità e l’ordine di rimozione delle inserzioni. Airbnb aveva presentato ricorso contro il provvedimento, ma senza esito, ed è stata infine costretta a eliminare gli annunci alla fine di luglio.
La sanzione si inserisce nel più ampio intervento del governo spagnolo per contrastare quello che il ministero definisce il far west degli annunci di alloggi turistici e per limitare gli effetti del turismo di massa sul mercato immobiliare. Il tema è al centro da anni di un acceso dibattito pubblico e ha alimentato anche proteste in diverse città del Paese.
In questo quadro si colloca anche la linea adottata dal Comune di Barcellona, che ha confermato il piano per vietare gli affitti turistici a breve termine entro il 2028. Il sindaco Jaume Collboni, in carica dal 2023, punta a riportare sul mercato oltre 10mila abitazioni oggi destinate ai turisti, con l’obiettivo di contenere i prezzi e favorire l’accesso alla casa per i residenti.
«Oggi l’abitazione è la principale fonte di disuguaglianza sociale nelle città europee. La nostra battaglia è garantire ai cittadini la possibilità di restare nelle proprie città», ha dichiarato Collboni. «Dobbiamo proteggere il diritto delle persone di vivere dove sono nate, nelle loro comunità».