«Non vogliamo diventare carne da cannone». Con questo slogan migliaia di studenti tedeschi si preparano allo Schulstreik, lo sciopero studentesco organizzato per venerdì, in parallelo al voto del Bundestag sulla nuova legge che reintroduce il servizio militare. Manifestazioni sono attese a Berlino, Potsdam, Cottbus e in numerose altre città del Paese.

Nel mirino dei giovani c’è il piano del governo guidato dal cancelliere Merz, sostenuto anche dal ministro della Difesa della Spd, che prevede un servizio militare formalmente volontario ma destinato a diventare obbligatorio tramite sorteggio qualora non fosse raggiunta la quota minima annuale di reclute, applicabile a tutti i nati dopo il 2008.

«Nessuno ci parla. Nessuno ci chiede cosa vogliamo. Nessuno vuole sapere cosa pensiamo», denunciano gli studenti, ai quali la politica chiede di «fare la propria parte per proteggere il Paese» in vista di un «probabile attacco nemico nel 2030». Per molti di loro la prospettiva è inaccettabile: «Si tratta esattamente della nostra vita; siamo noi a essere investiti da questa coscrizione militare».

Sulle piattaforme digitali del movimento circola l’appello a mobilitarsi contro quella che gli attivisti definiscono una “lotteria della leva”: «Non possiamo permettere che il nostro destino dipenda dalla nostra fortuna sulla lotteria della leva. Vogliamo decidere noi quale sarà il nostro futuro». E ricordano che la Costituzione tedesca, all’articolo 4, comma 3, tutela il diritto all’obiezione di coscienza: «Che dire del nostro diritto di vivere in pace?».

A oggi l’unica risposta istituzionale è arrivata dal ministero dell’Istruzione, che ha precisato: chi parteciperà allo sciopero sarà considerato “assente ingiustificato”. Accanto agli studenti, continuano le proteste degli attivisti di “Disarmare Rheinmetall”, tornati a riunirsi a Berlino contro il ruolo del colosso nazionale degli armamenti e contro quella che denunciano come una crescente commistione tra sfera civile e militare.

Il tema della reintroduzione del servizio militare non riguarda solo la Germania. La Francia ha già scelto la via del riarmo strutturale. Emmanuel Macron ha annunciato l’introduzione di un servizio nazionale volontario e «puramente militare» della durata di dieci mesi a partire dall’estate 2026, riservato ai giovani di 18 e 19 anni e attivo «esclusivamente sul territorio nazionale».

E alla fine il dibattito è arrivato anche in Italia. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato l’intenzione di presentare in Parlamento un disegno di legge per istituire un nuovo modello di servizio militare, non obbligatorio e molto diverso dalla leva sospesa nel 2005.

«Anche noi in Italia dovremmo fare una riflessione», ha detto il ministro, ricordando che tutti i Paesi europei stanno riconsiderando le riduzioni degli organici militari decise negli ultimi decenni. «Ci sono motivi di sicurezza che rendono importante farlo».

L’ipotesi sul tavolo è la creazione di una riserva ausiliaria di volontari, inizialmente composta da circa 10mila persone, destinata a compiti di supporto sul territorio nazionale: logistica, emergenze, cyber-difesa e attività non direttamente operative all’estero. Un modello più simile alle riserve permanenti di altri Paesi europei che a una reintroduzione della leva obbligatoria, anche se il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha rilanciato la proposta di sei mesi di servizio obbligatorio.

Il bacino potenziale includerebbe ex militari, civili con competenze tecniche, personale della sicurezza privata e giovani che desiderino aderire su base volontaria. «Le regole devono essere il più condivise possibile», ha precisato Crosetto, annunciando che il testo arriverà in Parlamento come proposta aperta a modifiche e integrazioni.