«Gaza è una palude»
di Melissa AgliettiA Gaza, forti piogge hanno allagato le tende di fortuna che ospitavano migliaia di persone, a cui è stato negato un riparo adeguato a causa dei continui tagli agli aiuti umanitari da parte di Israele, come spiega Al Jazeera.
«Gaza è una palude. L’alluvione ha portato acqua mista a fogna e rifiuti nei letti dei palestinesi», racconta Damiano Rizzi, presidente della ong Soleterre, che opera a Gaza e negli altri territori palestinesi occupati. «Le prime piogge di novembre hanno allagato migliaia di tende, che dopo due anni sono ormai dei teli di fortuna messi uno vicino all'altro con dei pali di legno». Le persone che vivono in queste tende sono quasi due milioni.
Intanto i palestinesi che provano ad avvicinarsi alla linea gialla, la demarcazione che divide in due la Striscia di Gaza, tra la zona sotto il controllo militare israeliano e il resto, rischiano la vita. «Questa linea gialla, di fatto, è un confine vero e proprio», continua Rizzi. Un confine però spesso non chiaro, che impedisce ai palestinesi di tornare alle macerie delle proprie case. «Sono stati messi dei blocchi di cemento colorati di giallo, uno ogni centinaia di metri. Chi senza saperlo la supera per andare tra le macerie della propria casa a cercare se è rimasta una coperta per l’inverno viene invece ucciso dai droni israeliani».
Forti piogge a Gaza hanno devastato le tende di 2 milioni di palestinesi
Fuori da Gaza, ci sono 300mila tende pronte a essere montate per l’inverno, oltre a cibo e medicine. Ma l’esercito israeliano sta bloccando ancora una volta gli aiuti. «C’è una violazione totale, costante del diritto internazionale da parte di Israele, appoggiata dagli Stati Uniti», spiega Rizzi. «È una violazione dei diritti umani, ma è dal 1948 che lo Stato israeliano li viola restando impunito. Abbiamo un ospedale in Cisgiordania che è a un'ora da Gaza ma Israele non consente ai palestinesi feriti di essere curati. Sia Gaza che Cisgiordania sono Palestina, ma l’occupazione da parte di Israele rende impossibile la nascita dello Stato Palestinese».
Anche in Cisgiordania si registrano costanti violazioni dei diritti umani. «L’esercito isrealiano e i coloni distruggono le case dei palestinesi di notte e a seconda dei casi le occupano. I cecchini sparano ai bambini e aspettano che i parenti corrano verso di loro per sparare anche a loro», racconta. «Si prova godimento nel dolore dell’altro». Ma c’è una resilienza fortissima. «Le case che vengono distrutte di giorno e di notte le ricostruiscono». Soleterre è presente in Cisgiordania nell’ultimo ospedale in Palestina dove si cura il cancro infantile. «Con la nostra campagna di raccolta fondi siamo riusciti a garantire la chemioterapia ai bambini. A Gaza, invece, stiamo comprando cibo direttamente dentro la Striscia di Gaza, perché gli aiuti umanitari entrano ma sono troppo pochi. Compriamo da piccoli commercianti per far arrivare tonno, olio, farina, legumi, frutta e verdura fresca ai bambini ricoverati all’ospedale Nasser, alle loro famiglie e anche alle famiglie più indigenti».
Per contribuire alle raccolte fondi si può andare sul sito della ong.