In Irlanda il governo costruirà 300mila case per chi non ce l'ha
In Irlanda l’emergenza abitativa è un fenomeno grave e antico. Per questa ragione il governo irlandese ha presentato un piano contro la crisi abitativa che prevede la costruzione di 300mila nuove case entro il 2030, di cui 72mila di edilizia popolare, quindi destinate a persone che hanno difficoltà economiche.
Per la sua realizzazione l’Irlanda attingerà anche alle entrate derivanti dalle tasse delle grandi multinazionali, che hanno sede nel Paese. Quello di 300mila case è comunque una cifra indicativa, non un numero esatto.
In Italia manca ancora un vero Piano casa. Quello proposto dal governo nei giorni scorsi resta a oggi con poche risorse e si approccia al tema solo in termini emergenziali. Intanto si sfratta, anche con la violenza come accaduto a Bologna, senza offrire alternative a chi viene lasciato senza casa. Le famiglie che vivono in case popolari infatti sono solo il 3,8% , contro la media europea del 15% e i picchi del 29% in Olanda.
Secondo i dati riportati dal Manifesto dell'Osservatorio conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, costruire 50mila abitazioni a prezzi calmierati richiederebbe 12,5 miliardi di euro, una cifra che «si colloca poco al di sotto del costo stimato per il ponte sullo Stretto».
Gaetano Manfredi, presidente dell’Anci, Associazione dei Comuni Italiani, ha ricordato, a proposito del Piano, le esigenze dei Comuni ad alta tensione abitativa e ha detto che il piano casa «non è una spesa, è un investimento». Le città infatti spesso portano avanti Piani per l’abitare con le proprie risorse ma hanno bisogno di fondi pluriennali stabili per riqualificare gli oltre 190mila immobili di edilizia residenziale pubblica sfitti per carenze manutentive.
C’è poi il tema della morosità incolpevole: il Fondo associato e quello degli affitti, non risultano rifinanziati all'interno della legge di bilancio in discussione e rischiano di sparire definitivamente.