Spagna, occupazione ai massimi storici: +142 mila posti in ottobre. Sánchez: «Guidiamo l’Europa nella crescita del lavoro»
La Spagna si conferma tra le economie più dinamiche d’Europa. Nel mese di ottobre il mercato del lavoro ha registrato 142 mila nuovi occupati, il miglior risultato per questo mese nella serie storica, secondo i dati diffusi dal Ministero della Sicurezza Sociale. Un segnale di solidità che arriva nonostante la fine della stagione estiva, periodo che solitamente segna un rallentamento dell’attività.
Nel complesso gli occupati salgono a 21,8 milioni, con un incremento annuo del 2,38%, il più alto da gennaio. Il governo di Madrid sottolinea che, rispetto a un anno fa, nel Paese ci sono oltre mezzo milione di lavoratori in più. La crescita dell’occupazione è stata trainata dal settore dell’istruzione, con oltre 167 mila nuovi contratti legati al rientro scolastico, che hanno compensato le perdite stagionali nella ristorazione (–50 mila), nella sanità (–34 mila) e nei servizi amministrativi. Incrementi si sono registrati anche nella costruzione, nelle attività artistiche e di intrattenimento e nei comparti scientifico-tecnici e delle comunicazioni. Depurando i dati dagli effetti stagionali, l’occupazione è aumentata di oltre 64 mila unità, confermando il dinamismo del mercato spagnolo.
Ottobre segna anche due nuovi record: oltre 10,3 milioni di donne occupate (+110 mila in un mese) e più di 3,1 milioni di lavoratori stranieri, con un incremento del 7,1%, cinque punti in più rispetto alla media complessiva. Il governo attribuisce parte del successo alla riforma del lavoro approvata nel 2022, che ha incentivato i contratti a tempo indeterminato. Oggi, oltre il 42% delle nuove assunzioni è stabile, con una prevalenza di contratti a tempo pieno.
«La Spagna continua a guidare la creazione di impiego in Europa, con un mercato del lavoro solido e robusto» ha scritto il premier Pedro Sánchez su X, commentando i risultati. «Abbiamo superato i 21,8 milioni di occupati, firmando il secondo miglior ottobre della nostra storia». Anche la ministra dell’Educazione e portavoce del governo, Pilar Alegría, ha sottolineato il divario positivo con i principali partner europei: «Il nostro Paese registra una crescita dell’occupazione del 10,5%, contro il 5,9% dell’Italia, il 2% della Francia e l’1,5% della Germania. E si tratta di lavoro di qualità, con un’ampia quota di contratti a tempo indeterminato».
La disoccupazione è aumentata in modo più contenuto rispetto alla media degli ultimi anni: +22.100 persone in ottobre, per un totale di 2,4 milioni di disoccupati, molto al di sotto dei picchi registrati in passato.
Nel Consiglio dei ministri di questa settimana l’esecutivo ha inoltre approvato in prima lettura il progetto di legge che istituisce lo Statuto del Borsista, volto a migliorare le condizioni di studenti e tirocinanti. «Vietiamo espressamente che si debba pagare per formarsi» ha annunciato la vicepremier e ministra del Lavoro Yolanda Díaz, presentando il provvedimento. Secondo il governo, le nuove regole sui tirocini e la stabilità dei contratti contribuiranno a consolidare i progressi di un mercato del lavoro che, per il secondo anno consecutivo, cresce a ritmi superiori alla media europea.