«Gaza stanotte è un inferno», Israele attacca la città e fa decine di morti
Nella notte l’esercito israeliano ha lanciato pesanti bombardamenti ed è entrato con i carri armati a Gaza City. Secondo fonti locali e media internazionali, l’operazione terrestre dell’IDF mira a prendere il completo controllo della città.
Gli attacchi aerei e i raid con droni hanno provocato decine di morti e feriti. Stando ai dati degli ospedali locali, almeno 38 persone sono rimaste uccise nella notte, tra cui molti bambini, mentre nella giornata di ieri le vittime erano state 62. Alcuni video verificati dalla CNN “mostrano i corpi di numerosi bambini insanguinati che arrivano negli ospedali nel nord di Gaza”, a testimonianza della gravità della situazione. La città è allo stremo: edifici rasi al suolo, famiglie costrette a dormire all’aperto sotto i bombardamenti, civili intrappolati tra le macerie e lunghe colonne di sfollati in fuga.
Israele attacca Gaza con droni e aerei: «è un inferno»
Un operatore umanitario gazawi, fuggito da Gaza City insieme a circa 300 mila persone, ha raccontato a Lidia Ginestra Giuffrida di Fanpage.it le condizioni drammatiche della città: “La situazione è orribile, Gaza stanotte è l’inferno. Sapevo che sarebbe peggiorata fino a questo punto e sono andato via lasciando la casa che avevo preso in affitto dopo essere dovuto fuggire dalla mia".
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha confermato l’inizio dell’operazione di terra, definendola “una fase cruciale”. Ha aggiunto che circa il 40% degli abitanti — pari a oltre 350.000 persone — avrebbe già lasciato Gaza City. “Lo Stato di Israele si trova in un momento decisivo”, ha dichiarato, chiedendo di essere esentato dalla testimonianza prevista in tribunale per seguire direttamente le operazioni.
Mentre l’offensiva si intensifica, sul piano internazionale cresce la tensione. Una commissione indipendente dell’ONU ha accusato Israele di aver commesso un “genocidio” nella Striscia di Gaza. Navi Pillay, presidente dell’organismo, ha affermato che le forze israeliane avrebbero compiuto quattro dei cinque atti previsti dalla Convenzione del 1948, con “l’intento di distruggere i palestinesi”.
Israele ha respinto con fermezza queste accuse. In una nota ufficiale, il ministero degli Esteri ha definito il documento “distorto e falso”, chiedendo lo scioglimento immediato della commissione d’inchiesta e accusandola di parzialità.
La situazione di queste ultime ore racconta una degenerazione ulteriore del genocidio a Gaza: dopo oltre 60 mila morti, la distruzione di gran parte della Striscia, l’assedio e la carestia, Israele sembra pronta all’ultima fase, occupare completamente Gaza: un’operazione che proseguirebbe il genocidio contro i palestinesi che ancora resistono.