L’Unione Africana, che conta circa 55 Paesi africani, ha deciso di sostenere ufficialmente una campagna volta a correggere la rappresentazione cartografica del continente africano, chiedendo che le mappe del mondo vengano ridisegnate per restituire proporzioni più fedeli alla realtà geografica. L'UA ha espresso il suo sostegno alla campagna "Correct The Map", proposta dalle organizzazioni africane Africa No Filter e Speak Up Africa, che mira a sostituire l'attuale mappa del mondo con una proiezione più accurata del globo.

La decisione ha come obiettivo quello di contrastare le distorsioni generate dalla proiezione di Mercatore, il sistema di raffigurazione utilizzato da secoli come standard e ancora oggi presente nei libri di scuola e nei documenti istituzionali. Concepita nel XVI secolo per facilitare la navigazione, questo sistema ingrandisce le aree più vicine ai poli e riduce quelle equatoriali. In questo modo l’Africa, che è circa tre volte più estesa dell’Europa, appare invece simile o poco più grande. 

Secondo l’Unione Africana, questa rappresentazione non è soltanto una questione tecnica, ma porta con sé un retaggio coloniale che ha contribuito a marginalizzare il continente nella percezione globale. L’UA vuole «ripristinare il giusto posto dell'Africa sulla scena mondiale», e questa battaglia si inserisce nel filone di richieste di risarcimento per il colonialismo e la schiavitù. 

La campagna lanciata con il sostegno dei governi africani intende promuovere l’adozione di proiezioni alternative, come quella di Gall-Peters, che rispettano maggiormente le proporzioni reali, pur con altri limiti. Come spiega Fara Ndiaye, vicedirettrice di Speak Up Africa, «la proiezione di Mercatore ingrandisce artificialmente l'Europa e il Nord America, dimezzando le dimensioni dell'Africa». «È una distorsione che plasma il nostro immaginario collettivo, influenza i programmi scolastici e persino le rappresentazioni mediatiche: quando un bambino africano vede il suo continente rimpicciolirsi, perde anche un certo senso di orgoglio e l'importanza che attribuisce alla propria identità».