Netanyahu vuole «i palestinesi liberi da Hamas». Il prezzo è la loro vita
Ieri, giovedì 7 agosto, si è tenuta una lunga riunione del Governo israeliano durante la quale è stato discusso il futuro di Gaza. Secondo le stime dell’IDF, la Striscia già ad oggi è occupata al 75% dall’esercito di Tel Aviv. L’obiettivo è portare il controllo militare al 100%. Lo ha detto Netanyahu durante un’intervista a Fox News, diffusa prima che iniziasse la riunione di gabinetto.
Nell’intervista Netanyahu sostiene che l’occupazione sia un passaggio necessario per togliere la presenza di Hamas da Gaza. Israele, secondo quanto riportato dal Primo Ministro, non vorrebbe governare il territorio, ma consegnarlo nelle mani di «forze arabe». Netanyahu non ha specificato quali Paesi.
Mentre il mondo si indignava, le dichiarazioni rilasciate all’emittente americana hanno destato scalpore anche all’interno di Israele. Le famiglie degli ostaggi – quelli ancora vivi sarebbero almeno 20 – hanno contestato duramente il progetto, che descrivono come una «condanna a morte» per gli israeliani ancora nelle mani di Hamas. Chiedono invece un cessate il fuoco immediato, come larga parte dei Governi e dell’opinione pubblica.
Dopo più di 10 ore di dibattimento, il piano è stato approvato nelle prime ore di venerdì. Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, la prima fase si concentrerebbe sull’ottenere il controllo militare di Gaza City, la più popolosa della Striscia. L’occupazione della città si stima che obbligherà all’evacuazione centinaia di migliaia di palestinesi, fino a un milione. I quali saranno sfollati e costretti a spostarsi nel Sud della Striscia.