La sinistra cilena riparte da Raffaella Carrà
Non una trovata di marketing del partito comunista cileno, ma l'iniziativa autonoma di una cartoleria di Santiago che – per evitare le dimissioni della candidata Jeannette Jara – ha stampato una serie di manifesti e volantini con il volto di Raffaella Carrà e la sua celebre frase «siempre voto comunista», da un'intervista del 1977.
«Lo abbiamo creato subito dopo la vittoria nelle primarie» spiega il proprietario della cartoleria, Cesar Padilla, a La Repubblica: «sembrava che Jara volesse lasciare il partito per riuscire a intercettare più facilmente i voti della Sinistra moderata. E quello che noi volevamo dire con questo poster era: essere comunisti non è un peccato, guardate Raffaella, lei non se ne è mai vergognata, anzi!». Il sottotitolo recita infatti, in italiano: “Raffaella Carrà una di noi”.
«Raffaella era amata in tutto il Sud America», dice ancora Padilla, «ma in Cile la sua figura ha un valore ancora più grande: non solo come artista, ma come simbolo di una politica aperta e inclusiva».
A luglio del 2021, poco dopo la sua morte, quell'intervista di Intervù di quasi 25 anni prima è stata rilanciata da molti partiti di Sinistra sudamericani; Carrà raccontava di come avesse scelto di votare il PCI «perché il Comunismo è l'unica soluzione per risolvere i conflitti nel mio Paese». Disse: «solo un compromesso storico con la Democrazia Cristiana può evitare la guerra civile».
Le elezioni presidenziali cilene, che eleggeranno il successore di Gabriel Boric, si svolgeranno il 16 novembre di quest'anno; Jeannette Jara, già Ministra del Lavoro e del “Social Welfare”, è stata scelta dalla coalizione di Centro-Sinistra, Unità per il Cile, di cui fa parte il Partito Comunista insieme ai Cristiano-Democratici.