Un torneo che prende a calci il dittatore
Il dittatore spagnolo Francisco Franco è morto nel 1975. 50 anni dopo, per celebrare la fine del fascismo madrileno, è stata organizzata una partita di calcio di fronte alle trincee in cui, durante la guerra civile, il popolo spagnolo si immolò in difesa della democrazia.
Il pallone, non a caso, è una riproduzione del volto di Franco. I giocatori antifascisti si sono sfidati in quella che è una performance artistica che prende il nome di un torneo: “La Copa del Generalísimo”. L’azione, ideata da INDECLINE ed Eugenio Merino, è andata in scena il 3 luglio nel comune catalano di Moiá, nell’ambito del festival di arte sperimentale Ex-Abrupto.
Merino ha spiegato che «dopo lo scoppio della guerra civile nel 1936 tutte le competizioni sportive furono sospese tranne il calcio, che continuò a svolgersi nella zona controllata dai repubblicani». Poi, «nel 1940, il Torneo Nazionale di calcio fu chiamato La Coppa del Generalissimo in onore del dittatore Francisco Franco. Durante il suo regime, il calcio fu uno strumento di controllo sociale e propaganda politica e le sue vittorie hanno rappresentato l'immagine di unificazione e supremazia del regime».
Nel 1964, quando la nazionale vinse la coppa europea contro l'Unione Sovietica, la vittoria simbolica del franchismo sul comunismo rimase impressa nella memoria collettiva degli spagnoli.
«Queste conquiste sportive sono servite a nascondere la violenza della repressione franchista: più di 114.000 corpi in fosse comuni, 300 campi di concentramento o esilio forzato», scrive Merino. Perciò, si legge nel testo che introduce la performance, «guardare la sua testa rotolare davanti ai parapetti è qualcosa che centinaia di migliaia di soldati repubblicani avrebbero applaudito. Molto più di una corsa, ovviamente. O una partita di calcio».