Secondo un'inchiesta dell'Associated Press, le guardie private statunitensi assunte dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF) – l'ONG americana a cui Israele ha affidato la gestione esclusiva degli aiuti nella Striscia – avrebbero aperto il fuoco sui civili palestinesi in attesa dei pacchi alimentari. Le accuse emergono da testimonianze di due contractor statunitensi, che hanno parlato in forma anonima, e da un’analisi di video, immagini satellitari e documenti interni.

I due uomini, impiegati in diversi centri di distribuzione – tre a Rafah e uno a sud di Gaza City – raccontano che le guardie in servizio utilizzano munizioni vere, granate stordenti e spray al peperoncino per respingere la folla. Il personale di sicurezza, spiegano, è spesso poco addestrato, inaffidabile ma pesantemente armato. «Sembrano avere la licenza di fare ciò che vogliono», afferma uno dei due. Secondo le loro dichiarazioni, i proiettili vengono sparati in aria, a terra e, in almeno un caso, direttamente contro la folla: «Fanno del male a persone innocenti, molto male, e senza motivo».

Le rivelazioni aggiungono un nuovo tassello al già complesso coinvolgimento americano a Gaza. Nelle ultime ore è emerso che la bomba che lunedì ha colpito la caffetteria Al-Baqa, a Gaza City – provocando oltre 20 morti tra giornalisti, artisti, attivisti e famiglie – era di fabbricazione statunitense.

Intanto, la situazione sul terreno è ogni giorno più critica. La crisi umanitaria peggiora, e a Gaza non ci sono più cimiteri. I bombardamenti incessanti dell’Idf hanno reso inutilizzabili molti luoghi di sepoltura, mentre in altri i loculi sono esauriti.

Le vittime vengono sepolte in fosse comuni, scavate dove capita: lungo le strade, tra le macerie, nei cortili delle scuole. In alcuni casi, i corpi vengono gettati nei cassonetti. A lanciare l’allarme è l’ospedale Nasser di Khan Younis, una delle poche strutture ancora operative nella Striscia. All’ingresso dell’obitorio, i sanitari hanno appeso un lenzuolo bianco, simbolo di resa, con un messaggio per la popolazione: non ci sono più spazi per seppellire i morti nella zona di competenza.