Trump annuncia il cessate il fuoco tra Iran e Israele. «La tregua sta andando bene»
Con un post pubblicato su Truth il 24 giugno, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un accordo di cessate il fuoco tra Iran e Israele, mediato da Washington con il contributo del Qatar. L’intesa, secondo le parole dello stesso Trump, avrebbe posto fine a quella che ha definito «la guerra dei 12 giorni».
Nel messaggio diffuso sui social, Trump ha illustrato le fasi dell’accordo: «L’Iran darà inizio al cessate il fuoco e, allo scadere della dodicesima ora, Israele inizierà il proprio. Alla ventiquattresima ora, la fine ufficiale della guerra dei 12 giorni sarà salutata dal mondo intero».
Il presidente ha poi aggiunto: «Durante ciascun cessate il fuoco, l’altra parte manterrà un atteggiamento pacifico e rispettoso. Partendo dal presupposto che tutto funzioni come dovrebbe – e così sarà – vorrei congratularmi con entrambi i Paesi, Israele e Iran, per aver avuto il coraggio e l’intelligenza di porre fine a quella che dovrebbe essere chiamata la guerra dei 12 giorni. Questa è una guerra che avrebbe potuto durare anni e distruggere l’intero Medio Oriente, ma non lo ha fatto e non lo farà mai! Dio benedica Israele, Dio benedica l’Iran, Dio benedica il Medio Oriente, Dio benedica gli Stati Uniti d’America e Dio benedica il mondo».
Poco dopo la pubblicazione del messaggio, però, una serie di missili iraniani ha colpito la città israeliana di Beer Sheva, nel sud del Paese, causando quattro morti e una ventina di feriti. Già prima dell'annuncio di Trump, nove persone erano state uccise nel nord dell'Iran in un attacco israeliano. I due attacchi incrociati avevano fatto temere il collasso immediato del fragile accordo, che è stato tuttavia confermato nelle ore successive: prima da Teheran, poi da Israele, che ha dichiarato che «tutti gli obiettivi sono stati raggiunti».
Tuttavia, nella giornata di martedì 24 giugno, si è temuto per la tenuta della tregua. «Poco fa le forze israeliane (Idf) hanno rilevato missili lanciati dall'Iran in direzione del territorio dello Stato di Israele», ha affermato il quotidiano israeliano Haaretz. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato di aver dato istruzioni all'Idf di «rispondere con forza alla violazione del cessate il fuoco da parte dell'Iran, con attacchi intensi contro obiettivi del regime nel cuore di Teheran».
L’Iran, però, ha negato di aver colpito Israele dopo l’entrata in vigore della tregua. «Israele e Iran non sanno che c**** stanno facendo», ha detto Trump, intercettato dai giornalisti prima della partenza per il vertice NATO de L'Aia.
Tuttavia, il 25 giugno, il presidente iraniano Masud Pezeshkian ha annunciato «la fine della guerra dei 12 giorni imposta» al proprio Paese. In un messaggio scritto rivolto alla nazione e pubblicato dall'agenzia di stampa Irna, ha dichiarato: «Oggi, dopo l'eroica resistenza della nostra grande nazione, che sta scrivendo la storia con la sua determinazione, assistiamo all'instaurazione di una tregua e alla fine di questa guerra di 12 giorni, imposta dall'avventurismo e dalle provocazioni di Israele». «La tregua sta andando bene, Israele ha fatto retromarcia e sono molto orgoglioso di loro», ha confermato Trump durante il vertice NATO a L'Aia.
Il 23 giugno si era toccato il punto più alto dell’escalation: l’Iran aveva lanciato una raffica di missili contro la base americana di Al Udeid in Qatar, una delle infrastrutture militari più strategiche per Washington in Medio Oriente. Tuttavia, si è trattato di un attacco più simbolico che letale. «Le difese aeree del Qatar hanno sventato l'attacco e intercettato con successo i missili iraniani», ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, aggiungendo che la base «era stata in precedenza evacuata».
«Voglio ringraziare l'Iran per averci avvisato tempestivamente, il che ha permesso di non perdere vite umane e di non ferire nessuno», ha poi commentato Trump.