Israele-Iran, ottavo giorno di guerra. Attacchi su Teheran e Beersheba, colpito anche un reattore nucleare
Venerdì mattina, un missile balistico lanciato dall’Iran ha colpito la città di Beersheba, nel sud di Israele, causando sette feriti e danni ingenti a strutture civili. L’ordigno ha centrato un’area residenziale, distruggendo auto, facciate di edifici e lasciando un cratere profondo in una strada vicina.
In risposta, le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno lanciato una massiccia offensiva aerea sull’Iran. Secondo il portavoce militare israeliano, il generale Effi Dufferin, decine di aerei da combattimento hanno preso parte a un’ondata di raid contro infrastrutture militari e nucleari a Teheran e nell’ovest del Paese. Tra gli obiettivi colpiti figurano depositi di lancio, siti di produzione missilistica, centri di ricerca nucleare e il quartier generale del progetto nucleare Spdn. In totale, sarebbero state sganciate 120 munizioni su oltre 60 bersagli strategici, tra cui impianti di fusione di motori missilistici e strutture industriali del Ministero della Difesa iraniano.
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha confermato che gli attacchi hanno danneggiato edifici chiave del reattore ad acqua pesante di Arak (Khandab), situato a 240 km da Teheran. A essere colpita è stata anche l’unità di raffineria dell’impianto. La notizia è stata diffusa dal quotidiano israeliano Ynet, mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l’escalation militare nella regione. Nel frattempo, a Gaza - dichiarata teatro secondario dell'azione militare dall'esercito israeliano - almeno 34 palestinesi sono morti in due diversi attacchi israeliani. Secondo fonti locali, 23 persone sarebbero state uccise mentre erano in attesa di aiuti nei pressi dell’asse di Netzarim, nella parte centrale della Striscia. La notizia è stata riportata dall’emittente Al Jazeera, citando fonti mediche dell’ospedale al-Awda di Deir al-Balah.
Sul piano diplomatico, oggi a Ginevra si tiene un incontro cruciale tra i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Regno Unito, l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Teheran ha già fatto sapere che «non ci saranno negoziati finché Israele continuerà ad attaccare». Israele, da parte sua, non sembra intenzionata ad arrestare l’operazione. «Abbiamo ulteriori obiettivi e siamo pronti a continuare fino a rimuovere la minaccia», ha dichiarato il generale Dufferin, prefigurando una prosecuzione del conflitto a tempo indeterminato.