Un massiccio attacco russo ha colpito Kiev nella notte tra il 16 e il 17 giugno, provocando almeno 22 morti e 134 feriti. A comunicarlo è stato il sindaco della capitale ucraina, Vitaliy Klitschko, precisando che i soccorritori sono ancora impegnati nelle operazioni di emergenza, in particolare nel distretto di Solomyansky, dove si continua a scavare tra le macerie di un edificio colpito.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha definito l’attacco «uno dei più terrificanti e gravi dall’inizio della guerra contro Kiev». Secondo quanto riferito, la Russia avrebbe lanciato oltre 440 droni e 32 missili su tutto il territorio ucraino. «Attacchi del genere sono puro terrorismo», ha scritto Zelensky sui social media, rivolgendosi direttamente agli alleati occidentali: «Il mondo intero, gli Stati Uniti e l’Europa devono finalmente rispondere come le società civilizzate rispondono ai terroristi».

Durante la seconda e ultima giornata del vertice G7 in Canada, Zelensky ha rinnovato il suo appello al sostegno internazionale, ribadendo la disponibilità dell’Ucraina a negoziati per la pace e a un cessate il fuoco. Tuttavia, ha sottolineato: «Serve una forte pressione internazionale su Mosca affinché ciò diventi possibile».

Dagli Stati Uniti è giunta una ferma condanna dell’attacco. La portavoce del Dipartimento di Stato, Tammy Bruce, ha espresso profondo cordoglio, confermando che tra le vittime figura anche un cittadino americano. «Condanniamo con forza i raid contro i civili a Kiev», ha dichiarato.

Proprio la posizione americana, però, ha sollevato tensioni all’interno del G7. Secondo fonti del governo canadese, Washington avrebbe ostacolato una dichiarazione congiunta più severa nei confronti di Mosca, sostenendo la necessità di mantenere margini per eventuali negoziati futuri. «In pratica, nessuna dichiarazione perché gli americani volevano annacquarla», ha riferito una fonte anonima del Paese ospitante.

Nel frattempo, sul fronte europeo, l’Alta rappresentante dell’UE per la Politica estera, Kaja Kallas, ha annunciato l’introduzione del diciottesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Intervenendo al Parlamento europeo a Strasburgo, Kallas ha affermato: «Sappiamo che la Russia risponde solo alla forza. Ogni sanzione indebolisce la sua capacità di portare avanti questa guerra». Ha inoltre ricordato che, solo nell’ultimo mese, il fondo sovrano russo si è ridotto di 6 miliardi di euro. «L’Ucraina è la prima linea di difesa dell’Europa», ha concluso.