Più perdi peso, più guadagni: in Cina spunta il bonus in busta paga per chi dimagrisce
Con oltre 400 milioni di adulti in sovrappeso o obesi — più del doppio rispetto a India e Stati Uniti — la questione del peso è ormai prioritaria per la leadership di Pechino.
Nei mesi scorsi, il Partito Comunista ha intensificato le misure per contrastare l’obesità. In alcuni casi parliamo di veri e propri provvedimenti distopici per il controllo dei corpi. Si va dai programmi scolastici all’introduzione di bilance negli hotel, passando per le “cliniche per la gestione del peso” all’interno degli ospedali pubblici. «Forniranno un consulto professionale per i cittadini che lottano con problemi di peso, aiutandoli a gestirlo meglio e a condurre una vita più sana», ha spiegato Lei Haichao, direttore della Commissione nazionale per la salute, durante le Due Sessioni, le sedute plenarie dell'Assemblea nazionale del popolo, di marzo.
Secondo il Global Times, organo di stampa controllato dal Partito, «le cliniche per il controllo del peso situate negli ospedali nazionali hanno registrato un aumento di popolarità, mentre i corsi per il controllo del peso vengono offerti con maggiore frequenza nelle università. Stanno inoltre entrando sul mercato sistemi di intelligenza artificiale dedicati al controllo del peso».
Secondo Xu Lanman, direttore dell'Ospedale del Popolo di Ningbo, «la promozione di politiche a livello nazionale ha migliorato la consapevolezza dell'opinione pubblica sull’obesità». Ma l’urgenza resta. Un rapporto della stessa Commissione sanitaria avverte che, senza interventi efficaci, entro il 2030 l’obesità potrebbe riguardare il 70,5% degli adulti e il 31,8% dei bambini.
La Cina applica parametri più severi dell’Oms: è considerato sovrappeso chi ha un indice di massa corporea superiore a 24, e obeso chi supera 28. A confronto, l’Oms fissa i limiti a 25 e 30.
Il costo sanitario è destinato a salire vertiginosamente. Secondo le stime ufficiali, la gestione dei pazienti in sovrappeso e obesi potrebbe richiedere 418 miliardi di yuan (circa 50 miliardi di euro) entro il 2030, pari al 22% del bilancio sanitario nazionale, contro l’8% registrato nel 2022.
Per invertire la rotta, Pechino punta sull’educazione fisica. Gli studenti dovranno dedicare almeno un’ora al giorno ad attività all’aperto. Negli scorsi anni, sono stati costruiti 4,59 milioni di impianti sportivi e 370mila chilometri di percorsi fitness. I test fisici sono entrati a far parte degli esami di ammissione alle scuole superiori.
Anche le imprese private sono chiamate a contribuire. A Chengdu, un’azienda ha introdotto bonus in busta paga per i dipendenti che riescono a dimagrire. «Ad oggi sono stati distribuiti bonus per un totale di quasi 200mila yuan (24mila euro)», riporta il quotidiano Jiupai.