Spagna-Israele, Sánchez: «Non commerciamo con uno Stato genocida». È scontro diplomatico
Le tensioni tra Spagna e Israele hanno raggiunto un nuovo punto di rottura dopo che il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha dichiarato al Congresso che il suo governo «non commercia con uno Stato genocida». Un'affermazione che ha sollevato un’ondata di reazioni internazionali, culminata nella convocazione dell’ambasciatrice spagnola a Tel Aviv, Ana Salomón Pérez, per una protesta ufficiale da parte delle autorità israeliane.
Le dichiarazioni del premier sono arrivate in risposta alle critiche provenienti dalla sinistra radicale, in particolare dal deputato catalano Gabriel Rufián (ERC) e da Podemos, che hanno chiesto chiarimenti su presunti rapporti commerciali tra Madrid e Tel Aviv. Dopo l’inizio dell’offensiva israeliana su Gaza, infatti, il governo spagnolo aveva bloccato gli acquisti di armamenti e tecnologie militari da Israele, cancellando – di recente, a seguito di forti tensioni fra i partner della coalizione di governo – anche un contratto multimilionario per munizioni destinate alle forze di polizia, prodotto dall’azienda israeliana Imi System.
Le critiche si sono però riaccese dopo la pubblicazione di uno studio del Centro Delàs, basato su dati doganali israeliani, che sostiene che la Spagna avrebbe esportato verso Israele armi e munizioni per un valore di 5,3 milioni di euro dal 7 ottobre 2023. Sánchez ha respinto queste accuse definendole «piene di inesattezze», spiegando che si tratta in realtà di «spedizioni temporanee per la riparazione di equipaggiamenti militari spagnoli». Il capo dell'esecutivo ha inoltre sottolineato come il governo spagnolo sia da mesi in prima linea nel condannare le operazioni israeliane a Gaza.
In pieno sostegno alla posizione del premier, anche la ministra della Sanità Monica García, esponente di Sumar, ha ribadito che «la Spagna non ha alcun rapporto commerciale con Israele» e ha ricordato che «il governo è quello occidentale ed europeo che si è posto alla guida della condanna del genocidio di Israele». Durante una manifestazione a Madrid, García ha inoltre sottolineato che «la Spagna ha riconosciuto lo Stato di Palestina», mettendo in evidenza la posizione netta dell’esecutivo di centrosinistra nella difesa dei diritti del popolo palestinese.
Il deterioramento delle relazioni con Tel Aviv non è nuovo. Già durante la visita ufficiale in Israele nel novembre 2023, Sánchez aveva espresso profonda preoccupazione per l’alto numero di vittime civili palestinesi, denunciando la brutalità delle immagini provenienti dalla Striscia di Gaza. La successiva tappa al valico di Rafah, dal lato egiziano, fu letta da Israele come un chiaro gesto di solidarietà verso la causa palestinese.
Da allora, la crisi diplomatica ha avuto diversi episodi significativi: il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte del governo spagnolo nel maggio 2024, l’adesione formale alla causa del Sudafrica presso la Corte Internazionale di Giustizia che accusa Israele di genocidio a Gaza, e infine il divieto del governo Netanyahu al consolato spagnolo a Gerusalemme di fornire servizi ai cittadini palestinesi.