La Florida guidata dal repubblicano Ron DeSantis ha un piano per coprire i posti di lavoro che restano scoperti dagli immigrati destinati all’espulsione: sostituire la forza lavoro migrante con gli studenti delle superiori. Negli ultimi anni molti irregolari hanno dovuto abbandonare la Florida per via delle nuove regole che, come spiega Il Manifesto, a partire dal 2023 impongono maggiori controlli sullo status legale dei lavoratori migranti. Il trend ha poi subito un’accelerazione con i nuovi provvedimenti di Trump. Il risultato è che ora le aziende faticano a riempire gli organici, soprattutto nei settori a basso costo come l’agricoltura e il turismo. Questa è la premessa per inquadrare i due disegni di legge ancora in esame che mirano a eliminare le tutele esistenti per i lavoratori adolescenti. Presto gli studenti potrebbero essere autorizzati, già a partire dai 14 anni, a lavorare turni notturni senza pause, anche durante la settimana. 

 

Una misura che oltre alle criticità legate ai diritti dei minori è accompagnata da una sguardo paternalista. «Cosa c’è di sbagliato nell’aspettarsi che i nostri giovani lavorino part-time? È così che funzionava ai miei tempi», ha affermato il Governatore DeSantis durante un forum sull’immigrazione. Monique Miller, membra del Senato della Florida, aggiunge: questo è «un modo per ridurre le barriere che impediscono agli adolescenti di imparare un mestiere e di prepararsi alla vita». Ma la maggioranza repubblicana vuole far passare per lavoretti estivi o feriali un impegno ben più grande. Nei disegni di legge presentati al Senato e alla Camera dello Stato non risultano riferimenti alla forma part-time. Si propone invece di eliminare tutte le restrizioni sugli orari di lavoro presenti nella legislazione della Florida per i lavoratori con 16 o 17 anni. ​Ora infatti è vietato lavorare prima delle 6:30 del mattino o dopo le 23:00 nei giorni scolastici, o per più di otto ore in un giorno, o 30 ore a settimana quando la scuola non è in periodo di chiusura. 

I repubblicani propongono di togliere queste tutele anche ai 14-15enni a determinate condizioni: se hanno conseguito il diploma di scuola superiore, oppure se sono iscritti a programmi di istruzione virtuale o a domicilio, o se i datori di lavoro sono i propri genitori. Alexis Tsoukalas, analista politica senior del Florida Policy Institute (FPI), un ente indipendente di ricerca e analisi economica, spiega che «è come trattare adolescenti con corpi e menti ancora in via di sviluppo come se fossero adulti, e questo permetterà ai datori di lavoro di assegnare loro turni senza limiti, notturni e senza pause, persino durante l’anno scolastico». «È importante ricordare che gli adolescenti possono lavorare – precisa Tsoukalas – Possono fare esperienza e guadagnare qualche soldo in più se ne hanno bisogno. Ma devono esserci delle tutele per proteggere i più vulnerabili, e se questa legge passa, non ci saranno affatto».