Netanyahu oggi dovrebbe essere arrestato, ma non accadrà
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha iniziato oggi, mercoledì 2 aprile, una visita ufficiale di cinque giorni in Ungheria, nonostante su di lui penda un mandato d’arresto della Corte penale internazionale. L’Ungheria, pur riconoscendo la giurisdizione della Corte, non procederà all’arresto del leader israeliano. Lo ha confermato il primo ministro ungherese Viktor Orbán, che ha definito il mandato «vergognoso» e ha sottolineato che la Corte non dispone di strumenti per obbligare gli Stati a rispettarne le decisioni.
Il provvedimento contro Netanyahu e l’ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant era stato emesso lo scorso novembre con l’accusa di crimini di guerra e crimini contro l’umanità nella Striscia di Gaza tra ottobre 2023 e maggio 2024. La Corte penale internazionale è riconosciuta da 124 paesi, tra cui tutti i membri dell’Unione Europea, ma non da Israele né dagli Stati Uniti.
Diversi stati europei hanno reagito in modo differente all’emissione del mandato. Belgio, Spagna e Paesi Bassi avevano dichiarato di essere pronti ad arrestare Netanyahu se fosse entrato nei loro territori. Altri Paesi hanno assunto posizioni più caute: la Francia aveva lasciato intendere che avrebbe potuto evitare l’arresto, mentre in Italia il dibattito all’interno del governo Meloni aveva portato a una tendenza verso il non intervento.
Orbán, da 15 anni alla guida dell’Ungheria con un governo d’ispirazione semi-autocratica e legami stretti con il presidente russo Vladimir Putin, ha offerto a Netanyahu un’accoglienza calorosa, rafforzando un’alleanza già consolidata. La tappa ungherese rappresenta il secondo viaggio internazionale di Netanyahu dopo l’emissione del mandato. A febbraio si era recato negli Stati Uniti, paese che non riconosce la Corte penale internazionale. Durante quella visita, l’ex presidente Donald Trump aveva illustrato un controverso piano per trasformare la Striscia di Gaza in una località turistica sotto il controllo statunitense. Secondo quanto riportato dal Times of Israel, Netanyahu dovrebbe discutere proprio di questo progetto con Orbán nel corso della sua permanenza a Budapest, cercando di ottenere il sostegno del governo ungherese.