Israele ha ucciso ancora soccorritori e operatori sanitari palestinesi
Mentre si torna a parlare di un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, l’esercito israeliano uccide ancora operatori sanitari e soccorritori palestinesi. La Mezzaluna Rossa Palestinese (Prcs) si è detta «scioccata» dopo il ritrovamento del corpo di Anwar Abdel Hamid al-Attar, la capo della missione di soccorso scomparsa una settimana fa a Tal as-Sultan, a sud di Rafah. Come riporta Al Jazeera, sul posto sono state ritrovate anche ambulanze e autopompe distrutte.
La Prcs ha affermato che l’intera squadra è stata giustiziata e sepolta dall’esercito israeliano. L’Idf ha invece ammesso di aver colpito le ambulanze per errore. Per la Mezzaluna Rossa si tratta del più grave attacco che sia avvenuto nel mondo contro i suoi membri dal 2017. L’esercito israeliano ha detto di avere «aperto il fuoco contro i veicoli di Hamas ed eliminato diversi terroristi di Hamas. Pochi minuti dopo, altri veicoli avanzavano in modo sospetto verso le truppe» che «hanno risposto sparando verso i veicoli sospetti, eliminando un certo numero di terroristi di Hamas e della Jihad islamica. Dopo un’indagine iniziale, è stato accertato che alcuni dei veicoli sospetti erano ambulanze e camion dei pompieri».
Bashar Murad, direttore sanitario della Mezzaluna Rossa palestinese, ha detto al Guardian che i corpi delle persone uccise mostravano segni di spari e che uno è stato trovato con le mani legate, anche se non è stato possibile da parte del quotidiano verificare queste informazioni.